Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 989 del 18/07/2014


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 989 Anno 2015
Presidente: DUBOLINO PIETRO
Relatore: DE BERARDINIS SILVANA

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
RUGGIRELLO FRANCESCA N. IL 02/06/1969
avverso la sentenza n. 6134/2009 CORTE APPELLO di BOLOGNA,
del 19/07/2013
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. SILVANA DE
BERARDINIS;

Data Udienza: 18/07/2014

RILEVATO IN FATTO:
-che con l’impugnata sentenza, per quanto qui interessa, fu confermata la condanna
di RUGGIRELLO Francesca alla pena di mesi sette e giorni quindici di reclusione, più
euro 250 di multa, per il reato di furto aggravato di merci esposte in vendita in un
supermercato;
-che avverso detta sentenza ha proposto ricorso per cassazione, con atto a propria
firma, l’imputata, lamentando violazione di legge e vizio di motivazione in ordine:
assenza — si sostiene — di legittimazione, quale sarebbe dovuta risultare da apposita
procura speciale rilasciata dal competente organo della società proprietaria
dell’esercizio;
2) al confermato diniego delle attenuanti generiche;
CONSIDERATO IN DIRITTO:
-che il ricorso va dichiarato inammissibile, in quanto:
a) con riguardo al primo motivo, vale anzitutto osservare che, nella specie, secondo
quanto riconosciuto nello stesso atto di ricorso, esisteva un atto di procura con il
quale si conferiva al responsabile del supermercato anche il potere di proporre
querela “per i fatti di reato commessi contro il patrimonio della società”, per cui la
querela sarebbe stata da ritenere sicuramente valida, alla stregua di quanto
affermato, ad esempio, da Cass. IV, 3 giugno — 30 settembre 2008 n. 37052, Dobson,
RV 241017 e Cass. Il, 16 aprile — 1 luglio 2010 n. 24754, PM c. Orlando, RV 247748
(secondo cui la procura a proporre querela può essere rilasciata anche in via
preventiva, ai sensi dell’art. 37 disp. att. c.p.p., bastando, inoltre, ai fini della
specificità dell’oggetto, anche il solo riferimento alla “tipologia generale” dei reati in
relazione ai quali si intende conferire il potere); al che può aggiungersi che,
comunque, secondo il principio affermato da Cass. S.U. 18 luglio — 30 settembre
2013 n. 40354, Sciuscio, RV 255975 e poi seguito da Cass. IV, 29 gennaio— 20
febbraio 2014 n. 8094, Pisani ed altro, RV 259289, spettando il diritto di proporre
querela per il reato di furto anche a chi non sia proprietario ma solo detentore
qualificato della “res”, deve ritenersi titolare di tale diritto anche il responsabile del
supermercato, senza necessità alcuna di apposita procura speciale da parte del
soggetto proprietario dell’esercizio;
b) con riguardo al secondo motivo, avuto riguardo al noto e consolidato
orientamento giurisprudenziale secondo cui, ai fini della concessione o del diniego
delle attenuanti generiche, come pure, più in generale, ai fini della determinazione

1) alla ritenuta validità della querela sporta dal responsabile del supermercato, in

del trattamento sanzionatorio, non è necessario prendere in esame partitamente
tutti i criteri indicati nell’art. 133 c.p., essendo necessario e sufficiente indicare solo
quello o quelli, tra essi, che, di volta in volta, appaiono dotati di maggiore rilevanza,
ne deriva che, nella specie, deve riguardarsi come più che idonea a giustificare il
confermato diniego di dette attenuanti la non contestata presenza, a carico della
ricorrente, di precedenti penali tali da aver dato luogo alla contestazione della
recidiva reiterata, specifica ed infraquinquennale;
616 c.p.p., ivi compresa, in assenza di elementi che valgano ad escludere ogni profilo
di colpa, anche l’applicazione della prescritta sanzione pecuniaria, il cui importo
stimasi equo fissare in euro mille;
P. Q. M.
La Corte dichiara inammissibile il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento
delle spese del procedimento nonché al versamento della somma di euro mille alla
cassa delle ammende.
Così deciso in Roma, il 18 luglio 2014
L’estensore

– che la ritenuta inammissibilità del ricorso comporta le conseguenze di cui all’art.

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