Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 987 del 18/07/2014


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Penale Ord. Sez. 7 Num. 987 Anno 2015
Presidente: DUBOLINO PIETRO
Relatore: DE BERARDINIS SILVANA

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
TAFURI GAETANO N. IL 14/08/1977
OREFICE CARLO N. IL 21/04/1970
avverso la sentenza n. 1848/2010 CORTE APPELLO di BOLOGNA,
del 28/05/2013
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. SILVANA DE
BERARDINIS;

Data Udienza: 18/07/2014

RILEVATO IN FATTO:
-che con l’impugnata sentenza la corte d’appello di Bologna, nel confermare il
giudizio di penale responsabilità di TAFURI Gaetano e OREFICE Carlo in ordine al
reato di lesioni volontarie gravi in danno di Zucchini Roberto, escluse tuttavia la
contestata aggravante della premeditazione e, per l’effetto, rideterminò la pena
inflitta agli imputati nella misura, quanto al Tafuri, di anni tre, mesi cinque e giorni
dieci di reclusione e, quanto all’Orefice, di anni tre e mesi due di reclusione;
degl’imputati, lamentando come ingiustificati:
1) il mancato riconoscimento della scriminante della lgittima difesa, quanto meno
putativa;
2) il confermato diniego delle attenuanti generiche:
3) la mancata esclusione della contestata recidiva;
CONSIDERATO IN DIRITTO:
-che il ricorso la dichiarato inammissibile, in quanto:
a) con riguardo al primo motivo, premesso che la corte territoriale aveva escluso la
configurabilità della legittima difesa, tanto reale quanto putativa, mettendo in luce
come non potesse in alcun modo valere in contrario il fatto che, qualche ora prima,
lo Zucchini, in occasione di un diverbio tra lui e gli stessi imputati, avesse colpito
l’Orefice con una gomitata, non essendo in alcun modo risultato che poi, in
occasione del fatto di cui è causa, l’aggressione posta in essere, con estrema
decisione, dal Tafuri e dall’Orefice, fosse stata preceduta da un qualsivoglia
atteggiamento aggressivo della persona offesa, vale osservare che il ricorso si limita
a tacciare apoditticamente di manifesta illogicità la suddetta motivazione senza che,
in realtà, sia dato comprendere il fondamento di siffatta critica, dal momento che
non risulta neppure contestata l’esistenza della notevole distanza temporale tra il
precedente episodio e quello che ha dato luogo all’addebito mosso agli attuali
ricorrenti, né risulta dedotta l’esistenza di alcuna specifica risultanza di fatto,
ipoteticamente trascurata dal giudice d’appello, sulla base della quale sarebbe stato
da ritenere che i medesimi ricorrenti avrebbero avuto ragione di temere per la loro
incolumità personale in conseguenza di comportamenti che, nell’immediato, fossero
stati posti in essere dallo Zucchini;
b) con riguardo al secondo ed al terzo motivo, esaminabili congiuntamente in
quanto entrambi attinenti al trattamento sanzionatorio, vale osservare che questo,
sia per quanto attiene al confermato diniego delle attenuanti generiche, sia per

-che avverso detta sentenza ha proposto ricorso per cassazione la comune difesa

quanto attiene alla mancata esclusione della recidiva, appare più che
adeguatamente giustificato nell’imputata sentenza, sulla base del richiamo, oltre
che alla particolare odiosità del fatto, caratterizzato — si afferma — da “violenza
esercitata con efferatezza e senza scrupoli nei confronti di una vittima rimasta
inerme”, anche dalla non contestata presenza, a carico di entrambi i ricorrenti, di
precedenti penali tali da aver dato luogo alla contestazione della recidiva nella sua
forma più grave (reiterata, specifica ed infraquinquennale), di tal che ben a ragione
ritenuta indice di una accentuata pericolosità dei soggetti, tale, quindi, da rendere
più che giustificata l’esclusione dell’aggravante in questione;
– che la ritenuta inammissibilità del ricorso comporta le conseguenze di cui all’art.
616 c.p.p., ivi compresa, in assenza di elementi che valgano ad escludere ogni profilo
di colpa, anche l’applicazione della prescritta sanzione pecuniaria, il cui importo
stimasi equo fissare in euro mille per ciascun ricorrente;
P. Q. M.
La Corte dichiara inammissibili i ricorsi e condanna i ricorrenti al pagamento delle
spese del procedimento nonché ciascuno al versamento della somma di euro mille
alla cassa delle ammende.
Così deciso in Roma, il 18 luglio 2014

1:2PCDSITATA

la commissione di un nuovo delitto della stessa indole poteva e doveva essere

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA