Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 979 del 11/06/2013


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Penale Sent. Sez. 4 Num. 979 Anno 2014
Presidente: FOTI GIACOMO
Relatore: CIAMPI FRANCESCO MARIA

SENTENZA
sul ricorso proposto da :
MASCALI ANTONINO N. IL 07.12.1979
Avverso la sentenza del TRIBUNALE DI CATANIA del 5 dicembre 2012
sentita la relazione fatta dal Consigliere dott. FRANCESCO MARIA CIAMPI, udite le
conclusioni del PG in persona del dott. Carmine Stabile che ha chiesto il rigetto del ricorso
RITENUTO IN FATTO
1. Con sentenza in data 5 dicembre 2012 il Tribunale di Catania applicava ex art. 444
c.p.p. a Mascali Antonino la pena di anni due e mesi due di reclusione ed C 5.000,00
di multa Questi era stato tratto a giudizio per rispondere del reato di cui agli artt. 81
cpv. c.p. e 73 comma 1 d.P.R. 309/1990 per aver, con più azioni esecutive del
medesimo disegno criminoso ed anche in tempi diversi, ripetutamente offerto e
ceduto dietro corrispettivo ad assuntori sostanza stupefacente del tipo marijuana ed
in particolare per aver ceduto tre involucri contenenti gr. 6,5 ciurca della predeta
sostanza a Salamone Vincenzo.
2. Avverso tale decisione ricorre il Mascali deducendo la violazione dell’art. 606
comma 1 lett. c) in relazione all’art. 73 comma 5 d.P.R. 3099/1990 e 69, 4 comma
c.p. a seguito dell’intervento della Corte costituzionale di cui alla sentenza n. 251 del
2012.
CONSIDERATO IN DIRITTO
3. Il ricorso è infondato. Il Tribunale nel recepire l’accordo delle parti e
nell’applicare, in particolare, la pena concordata in anni due e mesi due di reclusione
ed C 5.000,00 di multa ha così motivato : pena così determinata: qualificati i fatti ai
sensi dell’art. 73 comma 5 d.P.R. 309/1990, pena base anni due di reclusione ed C
4.000,00 di multa, aumentata per la continuazione ad anni due e mesi due ed C
5.000,00 di multa, aumentata per la contestata recidiva ad anni tre e mesi tre ed C
7.500,00 e ridotta per il rito alla pena suddetta.

Data Udienza: 11/06/2013

Così deciso nella camera di consiglio dell’Il giugno 2013
IL CONSIGLIERE ESTENSORE

IL PRESID N E

Anche a voler prescindere dai limiti dell’intervento d questa Corte sulle sentenze
pronunciate ex art. 444 c.p.p. ed in particolare alle modalità di determinazione della
pena, va rilevato come nel caso di specie vi sia stato sostanzialmente, semmai,
(come si evince dall’aumento di pena espressamente adottato in virtù della
contestata recidiva) un giudizio di prevalenza della recidiva sulla pur riconosciuta
attenuante, mentre comunque, in ogni caso, nessun riferimento è stato operato al
divieto di prevalenza della attenuante speciale sulla recidiva di cui al comma 4
dell’art. 99 c.p., dichiarato costituzionalmente illegittimo.
4. Il ricorso va pertanto rigettato. Ne consegue ex art. 616 c.p.p. la condanna del
ricorrente al pagamento delle spese processuali.
P.Q.M.
rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali_

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