Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 942 del 11/12/2014


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Penale Sent. Sez. 6 Num. 942 Anno 2015
Presidente: GARRIBBA TITO
Relatore: VILLONI ORLANDO

SENTENZA

sul ricorso proposto da:

BONAVENTURA Pantaleone, n. Scala (Sa) 26.4.1959
avverso l’ordinanza n. 191/2014 Tribunale della Libertà di Salerno del 07/07/2014

esaminati gli atti e letti il ricorso ed il provvedimento decisorio impugnato;
udita in camera di consiglio la relazione del consigliere dott. Orlando Villoni;
udite le conclusioni del pubblico ministero in persona del sostituto PG, dott. F. M. Iacoviello,
che ha concluso per l’annullamento senza rinvio;
sentito il difensore del ricorrente, avv. Luigi Gargiulo, che ha insistito per l’accoglimento del
ricorso

RITENUTO IN FATTO

1. Con l’ordinanza impugnata il Tribunale per il Riesame di Salerno, a seguito di annullamento di precedente ordinanza da parte della Corte di Cassazione giusta sentenza del 27/02/2014,
in accoglimento dell’appello del PM, ha disposto l’applicazione della misura coercitiva dell’obbli-

1

Data Udienza: 11/12/2014

go di dimora nel Comune di Ravello nei confronti di Bonaventura Pantaleone in relazione a due
episodi di illecita detenzione di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, rispettivamente per 200
e 500 gr. (art. 73 d.P.R. n. 309 del 1990, capi v, w) commessi nel corso dell’anno 2009,
sospendendone l’esecuzione in attesa della definitività della decisione.
Ricordando che l’annullamento in sede di legittimità, facendo salvo il quadro di gravità indiziaria, aveva riguardato unicamente il profilo dell’adeguatezza della misura cautelare applicata, il Tribunale ha ritenuto che l’epoca risalente di commissione dei reati, consumati oltre tutto
in un territorio assai ristretto (frazione di Scala di Ravello), permette l’applicazione di una misura coercitiva meno afflittiva che, pure a fronte della pluralità e della gravità delle condotte in

zione degli spostamenti del soggetto sul territorio, favorendone il controllo da parte delle forze
dell’ordine.

2. Avverso l’ordinanza ha proposto ricorso per cassazione l’indagato, deducendo apparente,
abnorme e manifesta illogicità della motivazione in relazione alla sussistenza delle esigenze
cautelarì e lamentando che il Tribunale dì Salerno non ha in alcun modo tenuto conto delle
indicazioni contenute nella sentenza di annullamento in sede di legittimità, aggiungendo un
elemento di valutazione quale la reiterazione degli episodi delittuosi costituente una sorta di
travisamento della stessa imputazione provvisoria, che riguarda due soli episodi commessi in
epoca molto risalente rispetto alla prevedibile applicazione della misura coercitiva.

CONSIDERATO IN DIRITTO

1. Il ricorso risulta fondato e merita accoglimento.
Annullando la precedente ordinanza del 17/06/2013, la 2° Sezione di questa Corte di Cassazione rilevava, quanto alla posizione del Pantaleone, che il Tribunale salernitano aveva omesso
ogni motivazione in ordine alla sussistenza di un pericolo concreto che l’indagato possa commettere reati della stessa specie, attesa l’epoca di consumazione degli illeciti provvisoriamente ascrittigli (anno 2009), l’assenza medio tempore di ricadute nel reato, il confinamento delle
condotte in un ambito territoriale ristretto, costituenti tutti elementi idonei ad escludere la sussistenza di un concreto pericolo di recidiva nel reato.
Ciò premesso, la motivazione adottata dal Tribunale di Salerno riferita alla posizione del ricorrente costituisce palese violazione delle indicazioni contenute nella pronunzia di annullamento.
Pur dando atto della ricorrenza delle ricordate situazioni ostative, il Tribunale ha ritenuto di
dovere comunque applicare la misura coercitiva, giustificandola con una non meglio specificata
gravità della condotta, con la reiterazione degli episodi delittuosi e con la persistenza di legami
con altri sodali, pur non essendo al Bonaventura contestati addebiti di natura associativa.
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addebito e dei perduranti rapporti esistenti tra l’indagato ed altri complici, consente una limita-

Trattasi a ben vedere di valutazioni apodittiche che non riescono a superare il quadro di già
ritenuta insussistenza di attuali esigenze cautelari, in cui i profili della distanza temporale dei
fatti in addebito (art. 292 lett. c] cod. proc. pen.), della loro circoscrizione temporale e spaziale
e dell’assenza di condotte sintomatiche nell’indagato di proclività a reiterare illeciti appaiono
soverchianti e concreti rispetto all’astratto apprezzamento operato dal Tribunale salernitano in
sede di rinvio.

2. All’accoglimento del ricorso nei termini anzidetti consegue l’annullamento senza rinvio

P. T. M.

annulla senza rinvio l’ordinanza impugnata.

Roma, 11/12/ 014

dell’ordinanza impugnata.

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