Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 932 del 11/12/2014


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Penale Sent. Sez. 6 Num. 932 Anno 2015
Presidente: GARRIBBA TITO
Relatore: CAPOZZI ANGELO

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
PROCURATORE DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE
DI FIRENZE
nei confronti di:
MADRIAGA RYAAN N. IL 20/01/1983
avverso l’ordinanza n. 2568/2014 TRIBUNALE di FIRENZE, del
07/04/2014
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott.ANGELO CAPOZZI;
lettekmatite le conclusioni del PG Dott. A t r

eLyAir. A ‘

Uditi difensor Avv.;

A ickuJ’O

SreOcAlk, tntA(/1/4r0

Data Udienza: 11/12/2014

RITENUTO IN FATTO

1. Con ordinanza del 7 aprile 2014 il Tribunale di Firenze non ha
convalidato l’arresto in flagranza di MADRIAGA Ryaan in relazione al
reato di cui all’art. 337 cod. pen..
2. Avverso la ordinanza propone ricorso per cassazione il Procuratore della

2.1

erronea applicazione dell’art. 337 cod. pen. in quanto non può
condividersi l’assunto del provvedimento impugnato secondo il quale
nessuna attività assistita da pubblica funzione era in corso perché la
comunicazione al MADRIAGA della conclusione negativa degli
accertamenti in ordine alle denunciate percosse patite dal predetto ed il
conseguente invito a questi di sporgere querela è atto dell’ufficio dei
pubblici ufficiali e capziosa sarebbe la scomposizione della azione dei
Carabinieri e della reazione ad essa del MADRIAGA.

2.2.

inosservanza dell’art. 384 comma 4 cod. proc. pen. avendo il Giudice
omesso di considerare che detta previsione lega la valutazione della
facoltatività dell’arresto non solo alla «pericolosità del soggetto
desunta dalla sua personalità>> ma anche «dalle circostanze del
fatto>> e, ancor prima, alla gravità di esso.

2.3.

mancanza di motivazione in ordine alla giustificazione dell’arresto
facoltativo in ragione della gravità del fatto.

3.

Con requisitoria scritta il P.g. ha chiesto annullarsi senza rinvio
l’ordinanza impugnata perché l’arresto è stato eseguito legittimamente,
mostrando di condividere gli assunti del ricorrente, ravvisandosi la
sussistenza degli elementi del contestato reato e la violazione delle
regole che presiedono al controllo affidato al giudice circa la legittimità
dell’arresto che deve avere esclusivamente riguardo alla esistenza del
fumus commissi delicti.

CONSIDERATO IN DIRITTO

Il ricorso è infondato.
1. In sede di convalida dell’arresto, il giudice, oltre a verificare l’osservanza
dei termini previsti dall’art. 386, comma terzo e 390, comma primo.
cod. proc. pen., deve controllare la sussistenza dei presupposti
legittimanti l’eseguito arresto, ossia valutare la legittimità dell’operato

1

Repubblica presso il Tribunale di Firenze denunciando:

della polizia sulla base di un controllo di ragionevolezza, in relazione allo
stato di flagranza ed all’ipotizzabilità di uno dei reati richiamati dagli
artt. 380 e 381 cod. proc. pen., in una chiave di lettura che non deve
riguardare nè la gravità indiziaria e le esigenze cautelari (valutazione
questa riservata all’applicabilità delle misure cautelari coercitive), nè
l’apprezzamento sulla responsabilità (riservato alla fase di cognizione del
giudizio di merito).(Sez. 6, n. 48471 del 28/11/2013, Scalici,Rv.

2. Integrano il delitto di resistenza a pubblico ufficiale le espressioni di
minaccia che manifestino la volontà di opporsi allo svolgimento dell’ atto
d’ ufficio e risultino idonee ad incutere timore e coartare la volontà del
destinatario.(Sez. 6, n. 17919 del 12/04/2013, Celentano, Rv. 256475);
inoltre, nel delitto di resistenza a pubblico ufficiale il dolo specifico si
concreta nel fine di ostacolare l’attività pertinente al pubblico ufficio o
servizio in atto, cosicchè il comportamento che non risulti tenuto a tale
scopo, per quanto eventualmente illecito ad altro titolo, non integra il
delitto in questione. (Sez. 6, n. 36367 del 06/06/2013,X., Rv.
257100); non integrano il delitto di resistenza a pubblico ufficiale le
espressioni di minaccia rivolte a quest’ultimo, quando non rivelino
alcuna volontà di opporsi allo svolgimento dell’atto d’ufficio, ma
rappresentino piuttosto una forma di contestazione della pregressa
attività svolta dal pubblico ufficiale (Sez. 6, n. 31544 del 18/06/2009,
Graceffo, Rv. 244695).
3. Si pone, pertanto, nel’alveo di legittimità la decisione impugnata che ha
escluso la sussistenza del reato ipotizzato in sede di arresto sul rilievo in
fatto che la violenta reazione dell’arrestato

era avvenuta all’atto

dell’invito posto dai militi di sporgere querela, e dopo l’esito negativo
degli accertamenti effettuati in ordine alla denunciata aggressione ai
suoi danni.
4. Sicchè correttamente è stato ritenuto che siffatta manifestazione non
aveva realizzato alcuna obiettiva finalità oppositiva alli attività di ufficio
dei militi, trattandosi di una abnorme reazione – altrimenti punibile ma
non legittimante l’arresto – successiva all’ intervento dei militari ormai
concluso.
5. L’assorbente profilo esaminato comporta il rigetto del ricorso.
P.Q.M.

2

258230).

Rigetta il ricorso.

Così deciso in Roma, 11.12.2014.

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA