Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 929 del 25/11/2015


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Penale Sent. Sez. 3 Num. 929 Anno 2016
Presidente: FRANCO AMEDEO
Relatore: MOCCI MAURO

SENTENZA

sul ricorso proposto da
Cambria Zurro Gaetano Calogero, nato a Patti 1’8/12/1988

avverso l’ordinanza del 16/09/2015 del Tribunale di Messina Sezione Riesame

visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso;
udita la relazione svolta dal consigliere Mauro Mocci;
udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore generale Paola
Filippi, che ha concluso per il rigetto del ricorso;

RITENUTO IN FATTO

1.Con ordinanza del 16 settembre 2015 il Tribunale di Messina, sez.
Riesame – chiamato a pronunziarsi sull’impugnazione avverso l’ordinanza del
Tribunale di Patti, che aveva respinto la richiesta di Gaetano Calogero Cambria
Zurro di sostituzione della misura di obbligo di dimora nel Comune di Capo
d’Orlando con quella dell’obbligo di presentazione alla P.G.- confermava
l’ordinanza impugnata. Affermava il Tribunale che la misura applicata

Data Udienza: 25/11/2015

appariva proporzionata all’entità del fatto e della pena ed avrebbe comportato,
per la libertà personale dell’imputato, il minor sacrificio necessario al
soddisfacimento delle esigenze cautelari. Aggiungeva che la quantità di sostanza
stupefacente sequestrata (oltre 100 gr. di marijuana) induceva a ritenere che la
stessa fosse destinata alla vendita: da ciò la necessità di limitare la libertà di
spostamento dell’indagato, onde impedire la reiterazione criminosa.
2. Ha proposto ricorso per cassazione il Cambria Zurro, deducendo l’erronea
applicazione dell’art. 73 DPR n. 309/90, nonché contraddittorietà e manifesta

Ha affermato, in particolare, che il giudice a quo avrebbe omesso di valutare
la deposizione di tale Abramo, da cui sarebbero emersi fatti nuovi tali da
escludere o far reputare scemate le esigenze cautelari. Inoltre, il fatto lieve (non
punibile) sarebbe stato configurabile anche nelle ipotesi di “piccolo spaccio” ed in
presenza di dosi non significative. Inoltre, il Cambria Zurro, privo di precedenti
specifici, avrebbe documentato che la sostanza sequestrata sarebbe stata
destinata all’uso personale. Infine, il Tribunale non avrebbe considerato il
decorso di ben quattordici mesi dall’arresto.

CONSIDERATO IN DIRITTO

1.11 ricorso è fondato, per quanto di ragione.
Sotto il profilo dei gravi indizi di colpevolezza, l’ordinanza impugnata ha
mostrato di aver adeguatamente valutato sia l’entità della sostanza stupefacente
sequestrata, con la coeva, probabile, destinazione alla vendita, alla luce delle
circostanze inerenti il possesso ed il suo procacciamento, sia la documentazione
prodotta dal difensore dell’imputato.
Per converso, la motivazione appare carente con riguardo alle esigenze
cautelari immanenti alla congruità della misura applicata, giacché l’affermazione
che il Cambria Zurro, avendo acquistato lo stupefacente a Palermo, ove non
fosse costretto all’obbligo di dimora, reitererebbe il reato, si risolve in una
petizione di principio. Inoltre, non può essere escluso il riconoscimento
dell’ipotesi attenuata, in sede di merito.
L’ordinanza impugnata va dunque annullata per difetto di motivazione
limitatamente alle esigenze cautelari con rinvio per nuovo esame al Tribunale del
riesame di Messina. Nel resto il ricorso va rigettato.

P.Q.M.

Annulla l’ordinanza impugnata, limitatamente alle esigenze cautelari, con
rinvio al Tribunale di Messina, sezione del Riesame. Rigetta il ricorso nel resto.
2

illogicità della motivazione.

Così deciso il 25/11/2015.

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