Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 880 del 11/11/2013


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 880 Anno 2014
Presidente: DUBOLINO PIETRO
Relatore: PALLA STEFANO

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
DE ANGELIS RAFFAELE N. IL 29/09/1986
avverso la sentenza n. 132/2012 TRIBUNALE di SAVONA, del
15/11/2012
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. STEFANO PALLA;

Data Udienza: 11/11/2013

De Angelis Raffaele ricorre avverso la sentenza 15.11.12, emessa dal Tribunale di Savona ai sensi
degli artt.444 ss. c.p.p., con la quale gli è stata applicata, per il reato di furto aggravato in concorso,
ritenuta la continuazione con i fatti di cui alla sentenza 12.3.12 della Corte di appello di Milano, la
pena di mesi tre di reclusione ed € 300,00 di multa.
Deduce il ricorrente, nel chiedere l’annullamento dell’impugnata sentenza, violazione dell’art.606,

proscioglimento ex art.129 c.p.p.
Osserva la Corte che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, sia perché generico, sia in
quanto manifestamente infondato, atteso che il giudice, nell’applicare la pena concordata, si è da un
lato adeguato a quanto contenuto nell’accordo tra le parti e, dall’altro, ha escluso che ricorressero i
presupposti dell’art.129 c.p.p., facendo in particolare riferimento al contenuto della denuncia di
furto, al contenuto dei verbali di s.i.t. rese dal denunciante e da Carlesso Fausto, nonché all’analisi
dei tabulati telefonici delle utenze in uso all’odierno ricorrente e al suo complice (non ricorrente).
Tale motivazione, avuto riguardo alla speciale natura dell’accertamento in sede di applicazione
della pena su richiesta delle parti, appare pienamente adeguata ai parametri richiesti per tale genere
di decisioni, secondo la costante giurisprudenza di legittimità (v., tra le altre, Sez.un., 27 settembre
1995, Serafino; Sez.un., 25 novembre 1998, Messina; Sez.II, 17 febbraio 2012, n.6455).
Alla inammissibilità del ricorso segue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese
processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende che reputasi equo determinare in
€ 1.500,00.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e
della somma di € 1.500,00 in favore della Cassa delle ammende.
Roma, 11 novembre 2013

comma 1, lett.e) c.p.p. per mancanza di motivazione circa l’esclusione delle cause di

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