Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 874 del 11/11/2013


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 874 Anno 2014
Presidente: DUBOLINO PIETRO
Relatore: PALLA STEFANO

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
MAZZULLO FERDINANDO N. IL 08/02/1984
avverso la sentenza n. 689/2012 TRIB.SEZ.DIST. di MASCALUCIA,
del 11/12/2012
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. STEFANO PALLA;

Data Udienza: 11/11/2013

Mazzullo Ferdinando ricorre avverso la sentenza 11.12.12, emessa dal Tribunale di Cataniasezione distaccata di Mascalucia ai sensi degli artt.444 ss. c.p.p., con la quale gli è stata applicata,
per il reato di furto aggravato in concorso, riconosciute attenuanti generiche equivalenti, la pena —
condizionalmente sospesa – di mesi dieci di reclusione ed € 200,00 di multa.
Deduce il ricorrente, nel chiedere l’annullamento dell’impugnata sentenza, violazione dell’art.606,

proscioglimento ex art.129 c.p.p. e circa la corretta qualificazione giuridica del fatto di reato, oltre
che in punto di ritenuta congruità della pena.
Osserva la Corte che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, sia perché generico, sia in
quanto manifestamente infondato, atteso che il giudice, nell’applicare la pena concordata, si è da un
lato adeguato a quanto contenuto nell’accordo tra le parti e, dall’altro, ha escluso che ricorressero i
presupposti dell’art.129 c.p.p., facendo in particolare riferimento al contenuto degli accertamenti
svolti dai Carabinieri di Catania Nesima, trasfusi nel verbale di arresto in flagranza di reato,
eseguito in data 23.11.12.
Tale motivazione, avuto riguardo alla speciale natura dell’accertamento in sede di applicazione
della pena su richiesta delle parti, appare pienamente adeguata ai parametri richiesti per tale genere
di decisioni, secondo la costante giurisprudenza di legittimità (v., tra le altre, Sez.un., 27 settembre
1995, Serafino; Sez.un., 25 novembre 1998, Messina; Sez.II, 17 febbraio 2012, n.6455).
Alla inammissibilità del ricorso segue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese
processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende che reputasi equo determinare in
€ 1.500,00.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e
della somma di € 1.500,00 in favore della Cassa delle ammende.
Roma, 11 novembre 2013

comma 1, lett.e) c.p.p. per mancanza di motivazione circa l’esclusione delle cause di

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