Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 793 del 18/12/2013


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Penale Sent. Sez. 1 Num. 793 Anno 2014
Presidente: GIORDANO UMBERTO
Relatore: CAIAZZO LUIGI PIETRO

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
LAZZARETTO ROBERTO N. IL 20/10/1966
avverso l’ordinanza n. 1708/2013 GIUD. SORVEGLIANZA di
PADOVA, del 18/04/2013
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. LUIGI PIETRO
CAIAZZO;
YJ
k,,-„ep—re-,
lette/sett4te,le conclusioni del PG Dott.

f”,,,

_

r

)1L …-_,,,2

Uditi difensor Avv.;

Data Udienza: 18/12/2013

RILEVATO IN FATTO
Lazzaretto Roberto, con ordinanza del Magistrato di sorveglianza di Padova in data
14.12.2006, a decorrere dal 23.1.2013, è stato sottoposto alla misura della libertà controllata
per un anno a seguito della conversione ex art. 102/3 legge 689/1981 della multa per
accertata insolvibilità del predetto, in forza dei parametri di ragguaglio (euro 38 per un giorno
di pena detentiva) vigenti prima della modifica apportata dalla legge 94/2009 (euro 250 per
un giorno di pena detentiva).
È stata chiesta al Magistrato di sorveglianza di Padova la revoca dell’ordinanza applicativa della

per un giorno di pena detentiva) che avrebbe ridotto ad 83 giorni il periodo di libertà
controllata da espiare, essendo di euro 20.658,28 la pena della multa inflitta con sentenza del
Tribunale di Padova in data 30.4.1997.
Con ordinanza in data 18.4.2013 il Magistrato di sorveglianza di Padova respingeva la richiesta
di revoca della libertà controllata.
Il Magistrato di sorveglianza premetteva che la Corte Costituzionale con sentenza 1/2012
aveva dichiarato l’illegittimità dell’art.102/3 legge 689/1981 nella parte in cui non operava il
ragguaglio della pena pecuniaria nella misura di euro 250 per ogni giorno di libertà controllata.
Riteneva, però, che il ragguaglio nel caso di specie dovesse essere effettuato secondo la legge
in vigore al momento del fatto e non di quella vigente all’epoca della pronuncia dell’ordinanza
applicativa della sanzione sostitutiva o di quella in cui ad essa era stata data concreta
attuazione.
Pertanto, poiché il fatto era stato commesso prima della intervenuta modifica del criterio di
ragguaglio, la richiesta doveva essere respinta.

Avverso l’ordinanza ha proposto ricorso per cassazione Lazzaretto Roberto, chiedendone
l’annullamento poiché il ragguaglio tra pena pecuniaria e libertà controllata ha natura
sostanziale, e quindi è soggetto al regime dell’art. 2 c.p. per il quale si applica la norma più
favorevole all’imputato.

libertà controllata, in conseguenza dell’applicazione del nuovo criterio di ragguaglio (euro 250

CONSIDERATO IN DIRITTO
Il ricorso è fondato.
Secondo la costante giurisprudenza di questa Corte, La disposizione in tema di ragguaglio fra
pene detentive e pene pecuniarie prevista dall’art. 135 cod. pen. ha natura sostanziale, in
quanto costituisce, con riferimento alla pena, norma integrativa di quella principale
concernente la fattispecie astratta di reato. Ne consegue che – poiché, ai sensi dell’art. 2, terzo
comma, cod. pen., nel caso di successione di leggi nel tempo si applica quella più favorevole al
reo- in tema di sostituzione di pena detentiva con la sanzione pecuniaria corrispondente, il
ragguaglio deve essere operato secondo i parametri dettati dalla norma vigente al “tempus
connmissi delicti” (V. Sez. 1 sentenza n.5510 del 17.11.1994, Rv. 200638).
1
tit/C’

Il principio è stato ribadito da questa Corte, precisando che le sanzioni sostitutive delle pene
detentive brevi hanno natura di vere e proprie pene e non di semplici modalità esecutive della
pena sostituita, per cui ad esse si applica, in caso di successione di leggi nel tempo, l’art. 2,
comma terzo, cod. pen. che prescrive l’applicazione della norma più favorevole (V. Sez. F.
sentenza n.32799 del 17.8.2011, Rv.251007).
L’art. 102 legge 689/1981 stabilisce che le pene della multa e dell’ammenda non eseguite per
insolvibilità del condannato si convertono nella libertà controllata per un periodo massimo,
rispettivamente, di un anno e di sei mesi.

codice penale le parole: «calcolando euro 38, o frazione di euro 38» sono sostituite dalle
seguenti: «calcolando euro 250, o frazione di euro 250».
Correttamente il Magistrato di sorveglianza ha ricordato che con la pronuncia 1/2012 della
Corte Costituzionale è stata dichiarata l’illegittimità dell’art. 102/3 della legge 689/1981 nella
parte in cui non operava il ragguaglio della pena pecuniaria nella misura di euro 250 per ogni
giorno di libertà controllata.
Ha invece errato nel ritenere che, ai fini del ragguaglio, si debba fare riferimento alla legge in
vigore al momento del fatto, ovvero che detta pronuncia della corte Costituzionale non si
applichi anche retroattivamente, dovendosi invece sempre applicare, ex art. 2/3 c.p., la norma
più favorevole che, nel caso in esame, è quella successiva, mentre in altri casi esaminati dalla
giurisprudenza (di cui alche alla suddetta massima) era quella vigente al momento del fatto.
Pertanto, l’ordinanza impugnata deve essere annullata con rinvio per nuovo esame al
Magistrato di sorveglianza di Padova.
P.Q.M.
Annulla l’ordinanza impugnata e rinvia per nuovo esame al Magistrato di sorveglianza di
Padova.
Così deciso in Roma in data 18 dicembre 2013

L’art. 3/62 legge 94/2009, entrata in vigore 1’8.8.2009, ha stabilito che all’articolo 135 del

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA