Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 774 del 26/11/2014


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 774 Anno 2015
Presidente: DI VIRGINIO ADOLFO
Relatore: ROTUNDO VINCENZO

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
MELI ERVIS N. IL 16/04/1987
avverso la sentenza n. 6980/2011 TRIBUNALE di FIRENZE, del
16/02/2012
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. VINCENZO
RO TUND O ;

Data Udienza: 26/11/2014

R.G. n. 13353-14

c. c.: 26-11-14

L’imputato ricorre per cassazione avverso la sentenza indicata in
epigrafe, con la quale gli é stata applicata la pena concordata con il
Pubblico Ministero ai sensi dell’art. 444 c.p.p. per il reato a lui
ascritto.
Lamenta la violazione dell’art. 129 c.p.p. nonché la mancanza ed
illogicità della motivazione, in quanto dagli atti del procedimento
sarebbe emerso con evidenza che ricorrevano le condizioni per la sua
assoluzione.
Il ricorso deve essere dichiarato inammissibile per assoluto
difetto di specificità dei motivi addotti a sostegno. Il ricorrente, in
vero, pur dolendosi della insufficienza delle argomentazioni poste alla
base della decisione impugnata, non indica in alcun modo le ragioni
per le quali, in presenza di una richiesta di applicazione della pena da
lui proveniente, che presupponeva la rinuncia implicita a qualsiasi
questione sulla colpevolezza, il Giudice avrebbe dovuto nondimeno
disattendere tale richiesta e pervenire ad una decisione di
proscioglimento basata sull’evidenza della insussistenza dei fatti, della
loro mancata commissione da parte dell’imputato, della presenza di
cause di giustificazione, dell’insussistenza dell’elemento soggettivo o
in genere della sua inidoneità ad integrare gli estremi del reato
contestato.
Alla dichiarazione di inammissibilità del ricorso consegue la
condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali ed al
versamento della somma di euro millecinquecento, determinata in
considerazione della natura del provvedimento impugnato, in favore
della Cassa delle Ammende.
P. Q. M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al
pagamento delle spese processuali ed al versamento della somma di
euro millecinquecento in favore della Cassa delle Ammende.
Così deciso in Roma, in data 26-11-14.

FATTO E DIRITTO

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