Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 728 del 24/10/2016


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 728 Anno 2017
Presidente: CAMMINO MATILDE
Relatore: TUTINELLI VINCENZO

ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
MARCIA RAFFAELE nato il 07/08/1958 a CAGLIARI

avverso la sentenza del 15/12/2015 della CORTE APPELLO di CAGLIARI
dato avviso alle parti;
sentita la relazione svolta dal Consigliere VINCENZO TUTINELLI;

Data Udienza: 24/10/2016

RITENUTO IN FATTO E IN DIRITTO
La CORTE APPELLO di CAGLIARI, con sentenza in data 15/12/2015, a
seguito di annullamento con rinvio pronunciato da questa Corte con sentenza 22
aprile 2015, parzialmente riformando la sentenza pronunciata dal GIP del
TRIBUNALE di CAGLIARI, in data 09/02/2011 nei confronti di MARCIA RAFFAELE,
confermava la condanna in relazione al reato di cui all’ art. 73 DPR n. 309 del
1990 alla pena di anni 2 di reclusione e € 14.000 di multa per avere importato
4.020 Kg di Marijuana.

violazione di legge e vizio di motivazione con riferimento alla determinazione
della pena .
Il motivo è inammissibile.
La graduazione della pena, anche in relazione agli aumenti ed alle
diminuzioni previsti per le circostanze aggravanti ed attenuanti, rientra nella
discrezionalità del giudice di merito, che la esercita, così come per fissare la
pena base, in aderenza ai principi enunciati negli artt. 132 e 133 cod. pen.; ne
discende che è inammissibile la censura che, nel giudizio di cassazione, miri ad
una nuova valutazione della congruità della pena la cui determinazione non sia
frutto di mero arbitrio o di ragionamento illogico (Sez. 5, n. 5582 del
30/09/2013 – 04/02/2014, Ferrario, Rv. 259142), ciò che – nel caso di specie non ricorre. Sussiste invero una specifica e dettagliata motivazione in ordine alla
quantità di pena irrogata,sia in relazione alle modalità del fatto, sia in relazione
alla condotta processuale, sia in relazione alla presenza di numerosi precedenti
penali e alla capacità a delinquere determinandosi quindi la sussistenza di
motivazione effettiva, congrua, coerente ai dettami di legge e al contenuto del
fascicolo processuale (Sez. 2, n. 36245 del 26/06/2009, Denaro, Rv. 245596).
Alla inammissibilità del ricorso consegue la condanna del ricorrente al
pagamento delle spese processuali, nonché, ai sensi dell’art. 616 c.p.p., valutati
i profili di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità emergenti dal
ricorso (Corte Cost. 13 giugno 2000, n. 186), al versamento della somma, che
ritiene equa, di euro duemila a favore della cassa delle ammende.
P.Q. M .
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle
spese processuali e della somma di euro duemila alla cassa delle ammende.
Così deciso il 24/10/2016

Propone ricorso per cassazione l’imputato, deducendo il seguente motivo:

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