Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 696 del 24/10/2016


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 696 Anno 2017
Presidente: CAMMINO MATILDE
Relatore: AIELLI LUCIA

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
ARCADU GIOVANNI N. IL 31/10/1963
avverso la sentenza n. 3825/2015 CORTE APPELLO di BOLOGNA,
del 27/11/2015
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. LUCIA AIELLI;

Data Udienza: 24/10/2016

In fatto e in diritto

Arcadu Giovanni ricorre avverso la sentenza della Corte di Appello di
Bologna del 27/11/2015, confermativa della sentenza del Tribunale di Modena
19/6/2014 , che lo aveva condannato per il delitto di ricettazione, anni uno mesi
tre di reclusione ed euro 300,00 di multa, chiedendone l’annullamento ai sensi
dell’art. 606, comma 1 lett. e) cod. proc. pen.; deduce la carenza e l’illogicità
della motivazione con riguardo all’affermazione di responsabilità dell’imputato in

duole della assegnazione del ricorso alla Sezione Settima .
Il ricorso è inammissibile in quanto manifestamente infondato: nella
sentenza risultano affrontate tutte le questioni dedotte nel ricorso e che peraltro
erano già state proposte in appello. Deve, infatti, a questo riguardo rilevarsi che
nel ricorso per cassazione contro la sentenza di appello non possono essere
riproposte questioni che avevano formato oggetto dei motivi di appello sui
quali la Corte si è già pronunciata in maniera esaustiva, senza errori logico giuridici. Ne deriva, in ipotesi di riproposizione di una delle dette questioni con
ricorso per cassazione, che la impugnazione deve essere dichiarata
inammissibile a norma dell’art. 606, terzo comma, ultima parte, cod. proc. pen.
Viceversa la sentenza impugnata risulta correttamente motivata quanto al delitto
di ricettazione dando atto del possesso dell’autovettura, di provenienza
delittuosa da parte dell’imputato, atteso che la stessa veniva rinvenuta dai
Carabinieri parcheggiata in corrispondenza del garage del ricorrente , all’interno
del quale veniva trovato un sedile di provenienza furtiva, a nulla rilevando gli
argomenti difensivi, motivatamente considerati recessivi rispetto alla prova
fornita dai Carabinieri. Tale giudizio esaustivo in fatto e corretto in diritto,
preclude qualsiasi ulteriore esame da parte della Corte di legittimità (Sez. U n.
12 del 31/5/2000, Jakani, Rv. 216260; Sez.. U. n. 47289 del 24.9.2003,
Petrella, Rv. 226074).
Ne consegue, per il disposto dell’art. 616 c.p.p., la condanna del
ricorrente al pagamento delle spese processuali nonché al versamento, in favore
della Cassa delle ammende, di una somma che, considerati i profili di colpa
emergenti dal ricorso, si determina equitativamente in C 2.000,00.

P.Q.M.

dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle
spese processuali e al versamento della somma di duemila euro alla Cassa delle
ammende.

ordine al reato ascritto. Con memoria pervenuta in data 10/10/2016, inoltre, si

Roma, 24/10/2016

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