Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 692 del 25/11/2015


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 692 Anno 2016
Presidente: BIANCHI LUISA
Relatore: PICCIALLI PATRIZIA

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
COTTI RICCARDO N. IL 26/08/1970
avverso la sentenza n. 2458/2011 CORTE APPELLO di BOLOGNA,
del 08/07/2014
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. PATRIZIA PICCIALLI;

Data Udienza: 25/11/2015

Fatto e diritto

COTTI RICCARDO ricorre avverso la sentenza di cui in epigrafe che, confermando quella
di primo grado, lo ha riconosciuto colpevole del reato di cui all’articolo 186 del codice
della strada.

Ripropone questione di costituzionalità della normativa contenuta nell’articolo 186 del
codice della strada, che si assume in contrasto con l’articolo 24 della Costituzione,
laddove impone al conducente del veicolo di sottoporsi, alle condizioni ivi previste, ai
controlli con l’alcoltest.

Ripropone la questione della responsabilità, sostenendo, con il conforto di consulenza
tecnica, l’alterazione del dato conseguente alla riferita assunzione di prodotto

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farmacologico contenente alcol.

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Censura infine il trattamento sanzionatorio, vuoi relativo all sanzione penale che alla
sospensione della patente di guida.

Si tratta di doglianza su cui ha già correttamente corrisposto il giudice di appello,
manifestamente infondate anche perché, come è noto, è inammissibile il ricorso per
cassazione fondato su motivi che ripropongono le stesse ragioni già discusse e ritenute
infondate dal giudice del gravame, dovendo gli stessi considerarsi non specifici: la
mancanza di specificità del motivo, infatti, deve essere apprezzata non solo per la sua
genericità, intesa come indeterminatezza, ma anche per la mancanza di correlazione tra
le ragioni argomentate dalla decisione impugnata e quelle poste a fondamento
dell’impugnazione, questa non potendo ignorare le esplicitazioni del giudice censurato
senza cadere nel vizio di aspecificità conducente, a norma dell’articolo 591, comma 1,
lettera c), c.p.p., all’inammissibilità [Sezione IV, 8 luglio 2009, Cannizzaro].

Quanto alla questione di costituzionalità, è sufficiente richiamare i principi già espressi
dalla Corte costituzionale nelle sentenze nn. 194 e 238 del 1998, deponenti per
l’infondatezza della questione, ma anche, assorbentemente, per escludere finanche la
rilevanza della stessa, quanto già affermato da questa Corte [Sezione IV, 26 febbraio
2014, Addabbo], quando è stata appunto dichiarata irrilevante la questione di legittimità
costituzionale dell’articolo 186, comma 2, lettere b) e c) cod. strada, in relazione
all’articolo 24 Cost., nella parte in cui obbliga l’accusato di aver guidato un veicolo in

Con il ricorso ripropone doglianze già disattese in appello.

stato di ebbrezza a sottoporsi alle prove spirometriche, così costringendo il medesimo ad
auto incriminarsi, con grave compromissione del diritto di difesa, in quanto solo in
presenza di rifiuto di sottoposizione all’esame spirometrico assumerebbe rilievo la
dedotta eccezione [ipotesi qui non ricorrente]

Quanto alla seconda doglianza, vale il principio calzante secondo cui in tema di
contravvenzione di guida sotto l’influenza dell’alcool, la legge non distingue a seconda

una condizione di ebbrezza alcolica. Pertanto, tra le sostanze (“bevande”) prese in
considerazione dalla norma rientrano anche i farmaci a componente alcolica, la cui
assunzione, di conseguenza, dà luogo a reato, se colposa [Sezione IV, 6 giugno 2013,
Rizzotto].

Incensurabile la determinazione sul trattamento sanzionatorio, che, come già evidenziato
dalla corte di merito, è stato commisurato alla misura medio inferiore edittale, onde, in
modo incensurabile, quella corte ha ritenuto impratibile alcuna riduzione, valorizzando in
modo coerente con le indicazioni dell’articolo 133 c.p., la gravità del fatto, desunta
dall’ora notturna e dal tasso alcol ennico rilevato.

Alla inammissibilità del ricorso, riconducibile a colpa del ricorrente (Corte Cost., sent. 713 giugno 2000, n. 186), consegue la condanna del ricorrente medesimo al pagamento
delle spese processuali e di una somma, che congruamente si determina in mille euro, in
favore della cassa delle ammende.

P. Q. M.
dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese
processuali e della somma di euro 1000,00 in favore della cassa delle ammende.
Così deciso in data 25 novembre 2015

Il Consigliere estensore

Il

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del tipo di elemento alcolico assunto, ove lo stesso sia comunque idoneo a determinare

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