Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 606 del 10/12/2015


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Penale Sent. Sez. 1 Num. 606 Anno 2016
Presidente: VECCHIO MASSIMO
Relatore: NOVIK ADET TONI

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
PROCURATORE DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE
DI ROVIGO
nei confronti di:
PERELLI GIANCARLO N. IL 29/01/1952
avverso l’ordinanza n. 83/2014 GIP TRIBUNALE di ROVIGO, del
11/11/2014
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. ADET TONI NOVIK;
lette/sotte le conclusioni del PG Dott.

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Data Udienza: 10/12/2015

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RILEVATO IN FATTO
1. Con ordinanza del 11 novembre 2014, il Giudice per le indagini
preliminari del tribunale di Rovigo, in funzione di giudice dell’esecuzione,
accoglieva l’istanza presentata da Perelli Giancarlo, diretta ad ottenere la
rideterminazione della pena in relazione alla condanna inflitta con la sentenza 21
ottobre 2010 della corte di appello di Bologna e l’applicazione della disciplina del
reato continuato in executivis, in relazione alle sentenze 21 ottobre 2010 e 2
dicembre 2011 della Corte d’appello di Bologna e 30 marzo 2012 della Corte

2. Avverso tale pronuncia, di cui chiede l’annullamento, ha proposto ricorso
per Cassazione il procuratore della Repubblica di Rovigo denunciando
inosservanza o erronea applicazione della legge penale. Il requirente deduce che
la competenza a decidere sulle istanze del Perelli apparteneva alla Corte di
appello di Venezia, la cui sentenza (di riforma sostanziale di quella del giudice
delle indagini preliminari del tribunale di Rovigo del 6 aprile 2011) emessa il 30
marzo 2012 era divenuta irrevocabile per ultima.

3. Il Procuratore Generale presso questa Corte, ritenuta la fondatezza del
ricorso proposto dal procuratore della Repubblica di Rovigo, ha chiesto di
annullare l’ordinanza impugnata essendo competente funzionalmente decidere la
Corte di appello di Venezia.

CONSIDERATO IN DIRITTO
1. Il ricorso del procuratore della Repubblica è fondato. La giurisprudenza di
questa Corte è nel senso che, per il principio di unitarietà dell’esecuzione, la
competenza in materia di esecuzione spetta, a norma dell’art. 665 c.p.p., comma
4, al giudice che ha pronunciato il provvedimento divenuto definitivo per ultimo
al momento in cui viene presentata la richiesta in sede esecutiva, a nulla
rilevando quale che sia l’oggetto sul quale deve decidere e quindi anche se il
provvedimento sia estraneo al tema del decidere e sia in ipotesi ineseguibile (v.
per tutte Cass. 13.12.2001, Vitelli). Ciò in quanto la ratio della norma è quella di
concentrare tutte le esecuzioni presso un unico giudice che sia oggettivamente
determinato e determinabile, indipendentemente dal provvedimento in quel
momento contestato. Il giudice dell’esecuzione determinato con tale criterio ha
quindi una competenza funzionale a decidere ogni questione attinente al titolo
esecutivo relativo anche a una sola delle condanne pronunciate da altro giudice
(tra le altre Cass sez. 1 n 3812 del 30/9/98; Sez 1 n. 1125 del 19/ 3/1996). I
medesimi principi valgono in caso di pluralità di imputati, quale che sia la

d’appello di Venezia, tutte relative a reati in materia di sostanze stupefacenti.

posizione dell’imputato cui si riferisca la domanda (Sez. 1, n. 6282 del
16.11.1999; Sez. 1, n. 3925 del 8.10.1992 Sez. 6, n. 831 del 4.3.1991) e, a
mente dell’art. 655 c.p.p., comma 2, nell’ipotesi di competenza del giudice di
secondo grado che abbia riformato la sentenza di primo grado, non soltanto in
relazione alla pena alle misure di sicurezza o alle disposizioni civili, con
riferimento ad alcuni degli imputati (sez. 1, n. 4510 del 18.1.2005; Sez. 1, n.
25962 del 11.6.2008 e ivi citate; Sez. 1, n. 10418 del 19/02/2009, Terranova).

30 marzo 2012, che ha riformato in senso sostanziale la sentenza 6 aprile 2011
del giudice dell’udienza preliminare di Rovigo relativamente alla posizione dei
coimputati di Perelli, è divenuta definitiva per ultima, per cui la competenza a
decidere spetta a detta Corte di appello.

P.Q.M.

Annulla senza rinvio l’ordinanza impugnata e dispone la trasmissione degli
atti alla Corte di appello di Venezia.
Così deciso in Roma, il 10 dicembre 2015
Il Consigliere estensore

Il Presidente

2. Ciò posto, va rilevato che la sentenza della Corte di appello di Venezia del

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