Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 5719 del 22/12/2016

Penale Ord. Sez. 7 Num. 5719 Anno 2017
Presidente: SABEONE GERARDO
Relatore: SCARLINI ENRICO VITTORIO STANISLAO

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
A.A.
avverso la sentenza n. 414/2014 CORTE APPELLO di ANCONA, del
26/03/2015
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. ENRICO VITTORIO
STANISLAO SCARLINI;

Data Udienza: 22/12/2016

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RITENUTO IN FATTO
1 – La Corte di appello di Ancona, con la sentenza impugnata, confermava la
sentenza del Tribunale di Macerata, sezione di Civitanova Marche, che aveva
ritenuto A.A. colpevole del delitto di cui agli artt. 485, 491 (faceva
formare quattro cambiali false, facendone uso) cod. pen., irrogando la pena
indicata in dispositivo.
2 – Propone ricorso l’imputato, con il proprio difensore, lamentando, con
l’unico motivo, il difetto di motivazione, non essendo stata raggiunta la prova

CONSIDERATO IN DIRITTO
Il ricorso è inammissibile.
1 – Il motivo addotto infatti verte sull’accertamento del fatto ed, invece,
esula dai poteri della Corte di cassazione quello di una “rilettura” degli elementi
di fatto posti a fondamento della decisione, la cui valutazione è, in via esclusiva,
riservata al giudice di merito, senza che possa integrare il vizio di legittimità la
mera prospettazione di una diversa, e per il ricorrente più adeguata, valutazione
delle risultanze processuali (per tutte: Sez. Un., 30/4-2/7/1997, n. 6402,
Dessimone, riv. 207944; tra le più recenti: Sez. 4, n. 4842 del 02/12/2003 06/02/2004, Elia, Rv. 229369).
La Corte territoriale poi aveva congruamente osservato che la falsa
sottoscrizione delle cambiali doveva attribuirsi all’imputato visto che era stato
costui a commercializzarle senza che esistesse alcun rapporto di debito
sottostante che le giustificasse. Irrilevante era pertanto il fatto che le false
sottoscrizioni fossero state materialmente apposte sulle cambiali dal medesimo
imputato o dal altro soggetto su sua indicazione.
2 – All’inammissibilità del ricorso segue la condanna del ricorrente al
pagamento delle spese processuali e, versando il medesimo in colpa, anche della
somma di euro 2.000 a favore della Cassa delle ammende.

P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle
spese del procedimento e della somma di euro 2.000 a favore della Cassa delle
ammende.
Così deciso, in Roma il 22 dicembre 2016.

che le firme false apposte sulle cambiali fossero di pugno del ricorrente.

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