Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 538 del 29/11/2017


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 538 Anno 2018
Presidente: SAVANI PIERO
Relatore: SOCCI ANGELO MATTEO

ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
MICELLI RENZO nato il 10/04/1962 a SAN PIETRO VERNOTICO

avverso la sentenza del 15/05/2017 della CORTE APPELLO di TORINO
dato avviso alle parti;
sentita la relazione svolta dal Consigliere ANGELO MATTEO SOCCI;

Data Udienza: 29/11/2017

RITENUTO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTO

1. La Corte di appello di Torino, con la decisione in epigrafe
indicata ha dichiarato inammissibile l’appello proposto da Renzo Micelli,

L’imputato, tramite difensore, ha proposto ricorso per

2.

Cassazione con distinti motivi di ricorso: violazione del diritto di difesa,
art 24, e 111, Costit.; l’esigenza di specificità dei motivi di ricorso, in
appello, in relazione al favor impugnationis, deve valutarsi con minor
rigore rispetto al giudizio di legittimità.
3.

Il ricorso è inammissibile per manifesta infondatezza del

motivo, e per genericità.
Sulla inammissibilità dell’appello, l’ordinanza impugnata è
adeguatamente motivata, senza contraddizioni e senza manifeste
illogicità, rilevando come, sul trattamento sanzionatorio, nessun motivo
era stato proposto, e relativamente alla responsabilità l’unica censura era
stata generica («la richiesta di assoluzione avanzata dalla difesa è
essenzialmente fondata sull’obiezione secondo cui risulterebbe di
macroscopica evidenza come l’impianto accusatorio sia costruito sulle
asserzioni del funzionario dell’ufficio IVA imponendosi la necessità di una
penetrante valutazione della versione della persona offesa e della
credibilità soggettiva ed attendibilità estrinseca; tali obiezioni sono da
ritenersi del tutto generiche e carenti di specifici rilievi critici rispetto alle
ragioni di fatto e/o di diritto indicate dal primo giudice … non risultando
formulate nei confronti delle stesse censure critiche specifiche e
concrete»).
L’appello, al pari del ricorso per cassazione, è inammissibile per
difetto di specificità dei motivi quando non risultano esplicitamente
enunciati e argomentati i rilievi critici rispetto alle ragioni di fatto o di
diritto poste a fondamento della decisione impugnata, fermo restando che
tale onere di specificità, a carico dell’impugnante, è direttamente

per mancanza di specificità dei motivi di appello.

proporzionale alla specificità con cui le predette ragioni sono state
esposte nel provvedimento impugnato. (Sez. U, n. 8825 del 27/10/2016 dep. 22/02/2017, Galtelli, Rv. 26882201; vedi anche Sez. 3, n. 38683 del
26/04/2017 – dep. 03/08/2017, Criscuolo, Rv. 27079901).
Nel ricorso per Cassazione genericamente si contesta la
dichiarazione di inammissibilità, senza motivi specifici di legittimità (solo

Alla dichiarazione di inammissibilità consegue il pagamento in
favore della Cassa delle ammende della somma di C 3.000,00, e delle
spese del procedimento, ex art 616 cod. proc. pen.

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al
pagamento delle spese processuali e della somma di C 3000,00 in favore
della Cassa delle ammende.
Così deciso il 29/11/2017

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in via teorica, senza riferimenti al caso concreto).

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