Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 520 del 26/11/2015


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Penale Sent. Sez. 1 Num. 520 Anno 2016
Presidente: CORTESE ARTURO
Relatore: SANDRINI ENRICO GIUSEPPE

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
PALUMBO ANTONIO N. IL 16/02/1959
avverso l’ordinanza n. 1861/2014 TRIB. SORVEGLIANZA di
GENOVA, del 07/08/2014
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. ENRICO GIUSEPPE
SANDRINI;
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Data Udienza: 26/11/2015

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RITENUTO IN FATTO
1. Con ordinanza in data 7.08.2014 il Tribunale di sorveglianza di Genova ha
rigettato il reclamo proposto da Palumbo Antonio avverso il provvedimento con
cui il Magistrato di sorveglianza aveva limitato a 45 giorni la riduzione di pena
riconosciuta a titolo di liberazione anticipata per il semestre espiato dal
7.12.2013 al 7.06.2014, negando la maggiorazione di ulteriori 30 giorni prevista
dall’art. 4 legge n. 10 del 2014, in considerazione della presenza di un titolo di
reato ostativo ex art. 4-bis ord.pen. (costituito da una condanna per rapina

procedere al relativo scioglimento.
2.

Ricorre per cassazione Palumbo Antonio, personalmente, deducendo

l’erroneità dell’ordinanza impugnata, che non aveva provveduto a sciogliere il
cumulo delle pene e a verificare l’avvenuta espiazione alla data del 7.12.2013
della parte di pena imputabile al reato ostativo, come rideterminata a seguito di
riconoscimento della continuazione in sede esecutiva ex art. 671 cod.proc.pen..
3. Il Procuratore Generale ha rassegnato conclusioni scritte, con cui chiede
l’annullamento con rinvio dell’ordinanza impugnata.
CONSIDERATO IN DIRITTO
1. Il ricorso è fondato nei termini che seguono.
2. Questa Corte ha affermato il principio secondo cui la disciplina dell’art. 4-bis
legge n. 354 del 1975 (c.d. ordinamento penitenziario) non ha creato uno status
di “detenuto pericoloso”, che permea di sé l’intero rapporto esecutivo a
prescindere dal titolo specifico di condanna concretamente in esecuzione, di tal
che la verifica della sussistenza della condizione ostativa alla liberazione
anticipata speciale, prevista dall’art. 4 D.L. n. 146 del 2013, convertito con
modificazioni nella legge n. 10 del 2014, costituita dalla condanna del soggetto
che richiede il beneficio per taluno dei delitti indicati dall’art. 4-bis ord.pen., deve
essere operata individuando il titolo di reato effettivamente in espiazione nel
periodo al quale si riferisce la richiesta, con la conseguente necessità di
procedere allo scioglimento del cumulo materiale o giuridico delle pene in corso
di esecuzione, al fine di verificare se il condannato, nei semestri in esame, stesse
o meno espiando la pena per uno dei reati ostativi (Sez. 1 n. 3130 del
19/12/2014, Rv. 262062; Sez. 1 n. 53781 del 22/12/2014, Rv. 261582; Sez. 1
n. 1655 del 22/12/2014, Rv. 261986).
Non vi è ragione per differenziare, a tali effetti, la disciplina della liberazione
anticipata da quella degli altri benefici penitenziari finalizzati all’ammissione del
condannato all’espiazione della pena al di fuori del circuito carcerario (come
opinato dal provvedimento impugnato), sulla mera scorta di una pretesa diversa
funzione assolta dalla misura di cui all’art. 54 ord.pen., ove si consideri che
1

aggravata) nel cumulo delle pene in esecuzione e della ritenuta impossibilità di

proprio la liberazione anticipata costituisce l’unico beneficio che l’art. 4-bis
(comma 1) ord.pen. esclude in via generale dagli effetti ostativi dei reati in esso
previsti, così che, in caso di accertata espiazione della pena inflitta al ricorrente
per il delitto di rapina aggravata ex art. 628 terzo comma cod. pen., il Tribunale
di sorveglianza avrebbe dovuto verificare la sussistenza dei presupposti di
accesso alla maggiorazione del beneficio – introdotto dalla novella – con riguardo
alle pene concorrenti cumulate nel medesimo ordine di esecuzione, non riferibili
al reato ostativo.

di trattamento, tra situazioni soggettive identiche, nell’eventualità del tutto
casuale in cui, invece di un rapporto esecutivo unitario conseguente alla
formazione del cumulo materiale delle pene ai sensi dell’art. 663 del codice di
rito (come avvenuto nel caso di specie), il condannato fosse assoggettato – in
forza di distinti titoli esecutivi – all’espiazione in tempi diversi della pena per i
titoli di reato ostativi e per quelli che non lo sono, potendo in tal caso beneficiare
pacificamente per questi ultimi, ricorrendone i presupposti, della liberazione
anticipata speciale in relazione ai semestri di pena ad essi riferibili.
3. L’ordinanza impugnata deve pertanto essere annullata, con rinvio al Tribunale
di Sorveglianza di Genova affinché proceda alla scissione del cumulo delle pene
in esecuzione, verificando se nel semestre oggetto di valutazione (7.12.20137.06.2014) il Palumbo avesse già espiato la pena relativa al reato ostativo,
accertando in caso positivo la sussistenza dei presupposti per fruire della
maggiorazione di 30 giorni di liberazione anticipata.

P.Q.M.
Annulla l’ordinanza impugnata e rinvia per nuovo esame al Tribunale di
Sorveglianza di Genova.
Così deciso il 26/11/2015

Una diversa interpretazione, del resto, determinerebbe un’irragionevole disparità

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