Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 51188 del 10/11/2015


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Penale Sent. Sez. 4 Num. 51188 Anno 2015
Presidente: BRUSCO CARLO GIUSEPPE
Relatore: BIANCHI LUISA

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
CHETEOUI SAMI N. IL 13/12/1985
avverso la sentenza n. 3397/2013 CORTE APPELLO di VENEZIA, del
23/06/2014
visti gli atti, la sentenza e il ricorso
udita in PUBBLICA UDIENZA del 10/11/2015 la relazione fatta dal
Consigliere Dott. LUISA BIANCHI
Udito il Procuratore Generale in persona del
che ha concluso per

JJilit illifeu&ar

Data Udienza: 10/11/2015

‘(Ge.cilLen,L,e.

5165/2015

1. Con sentenza in data 23 giugno 2014 la Corte di appello di Venezia, in
accoglimento dell’appello sul punto proposto dall’imputato, ha ridotto la pena
inflitta a CHETEOUI Sami, che era stata stabilita in 1 anno e 4 mesi ed euro
2000 di multa da aggiungersi in continuazione a quella inflitta dal GUP del
Tribunale di Verona con la sentenza 19/07/2011, per un totale di anni 3 e mesi
4 ed euro 8000 di multa; previo riconoscimento all’imputato anche per il reato
oggetto del procedimento in corso dell’attenuante di cui all’art. 73 comma 7
DPR 309/1990, la Corte stabiliva l’aumento per la continuazione in mesi 8 di
reclusione ed Euro 1000,00 di multa e rideterminava la pena complessiva in
anni 2 e mesi 8 di reclusione ed Euro 7.000,00 di multa.
2. Avverso tale sentenza, ricorre per cassazione il difensore, avvocato Mauro
Ziliani lamentando violazione di legge in relazione al computo effettuato nella
determinazione dell’aumento di pena a titolo di continuazione. Rileva che,
come noto, quando viene applicato il cumulo giuridico delle pene tra un reato
già giudicato in continuazione, e uno da giudicare, è necessario sciogliere il
reato continuato relativo alla sentenza irrevocabile, che comprende il reato più
grave, individuando singolarmente la pena inflitta per quest’ ultimo e applicare
su di esso gli aumenti di pena per i reati satelliti. Nella specie, al contrario, la
pena base presa in considerazione per gli aumenti ex art. 81 cpv. c.p. dalla
sentenza di primo grado, non è riferita al solo reato più grave, bensì ad una
pluralità di violazioni unificate sotto il vincolo in esame. La differenza sarebbe
che la pena inflitta per il reato più grave, individuato in quello di cui al capo A)
della sentenza 19.7.2011, non è anni due di reclusione, come stabilito dalla
sentenza di primo grado, ma anni uno e mesi otto di reclusione: su tale pena
andavano applicati gli aumenti di pena per i reati satelliti. Il giudice di primo
grado e quello di appello, che ne ha confermato la sentenza sul punto,
sarebbero incorsi pertanto nella violazione dell’ art. 81 cpv. c.p.. La sentenza
impugnata avrebbe inoltre omesso completamente di esprimere una
motivazione sul punto, benché abbia citato espressamente tale doglianza tra
quelle elaborate nell’atto di appello; rispetto all’ aumento di mesi otto ex art.
81 c.p. stabilito dalla sentenza impugnata, vi sarebbe una differenza di quattro
mesi a favore dell’imputato che certamente non è cosa da poco, nel momento
in cui la pena dovrà essere espiata.
CONSIDERATO IN DIRITTO
1.11 ricorso non merita accoglimento. Occorre precisare che non è esatto che la
pena base presa a riferimento è errata, per essersi trascurato che essa
comprendeva in sé reati legati con il vincolo della continuazione; dalla
sentenza di “patteggiamento” del gup di Verona del 19/7/2011 risulta infatti
che in quel processo la pena è stata così determinata : pena base per il reato
di cui al capo A) ridotta per l’attenuante del co. 7 dell’ art. 73 e per le
attenuanti generiche, anni 2 e euro 6000, aumentata di 6 mesi, ex art. 81
cpv, per le ulteriori condotte di cessione contestate sub A) e di ulteriori 6 mesi,
sempre ex art. 81 cpv cp, per il delitto di cui al capo B), poi ridotta di un terz9,

RITENUTO IN FATTO

2.Al rigetto del ricorso segue la condanna del ricorrente al pagamento delle
spese del procedimento.
P.Q.M.
Rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese del
procedimento.
Così deciso in Roma, il 10/11/2015.

per il rito. Dunque la pena base per il reato ex A) era di 2 anni e non si
comprende da dove il ricorrente ricavi che essa era invece di 1 anno e 8 mesi.
Parimenti non è esatto che la Corte di appello non abbia considerato la censura
in quella sede proposta, atteso che la stessa ha ribadito la correttezza del
calcolo rilevando che nella sentenza passata in giudicato il Gup aveva
applicato ex art. 444 cpp la pena di due anni di reclusione ed euro 6000 di
multa per reato continuato di spaccio di eroina e cocaina. Del tutto
impropriamente risulta pertanto richiamato il principio di scioglimento del
cumulo, che fa divieto di assumere come pena-base sulla quale operare
l’aumento per la continuazione quella complessiva inflitta con una delle
sentenze, comprensiva, a sua volta, di una pena-base e di un aumento a titolo
di continuazione, avendo ogni reato trovato autonoma considerazione nella
decisione dei giudici di merito.

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA