Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 51031 del 25/11/2015


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Penale Sent. Sez. 3 Num. 51031 Anno 2015
Presidente: FRANCO AMEDEO
Relatore: MOCCI MAURO

SENTENZA

sul ricorso proposto dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di
Catanzaro nel procedimento nei confronti di Ponissi Giuseppe, nato a Catanzaro
il 30/05/1981
avverso l’ordinanza del 27/07/2015 del Tribunale di Catanzaro

visti gli atti, il provvedimento impugnato e i ricorsi;
udita la relazione svolta dal consigliere Mauro Mocci;
udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore generale Paola

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RITENUTO IN FATTO

1.Con ordinanza dell’Il giugno 2015 il GIP presso il Tribunale di Catanzaro
applicava a Giuseppe Ponissi la misura degli arresti domiciliari, relativamente a
plurimi episodi di cessione di sostanza stupefacente tipo marijuana a tale Damiano
Ferragina (art. 73 comma 1° e 4 0 DPR n. 309/90). Su impugnazione dell’imputato,
il 27 luglio 2015 il Tribunale di Catanzaro annullava il provvedimento predetto,
affermando come il quadro probatorio non rendesse sostenibile l’accusa formulata
dall’autorità inquirente: sarebbe in sostanza mancato un riferimento univoco alla
figura del Ponissi, nel corso delle intercettazioni in atti.

Data Udienza: 25/11/2015

2. Ha proposto ricorso per cassazione il Procuratore della Repubblica presso il
Tribunale di Catanzaro, rilevando come la verosimiglianza e la gravità del
riferimento al Ponissi, nelle intercettazioni ambientali, si sarebbe dovuta trarre dal
contesto temporale in cui si erano svolte le conversazioni registrate, ravvicinate
nel tempo. Ha altresì richiamato “gli altri elementi e valutazioni indiziarie posti a
fondamento della mozione cautelare”.

1. Il ricorso è inammissibile.
Il vizio di travisamento della prova dichiarativa, per essere deducibile in sede di
legittimità, deve avere un oggetto definito e non opinabile, tale da evidenziare la
palese e non controvertibile difformità tra il senso intrinseco della singola
dichiarazione assunta e quello che il giudice ne abbia inopinatamente tratto ed è
pertanto da escludere che integri il suddetto vizio un presunto errore nella
valutazione del significato probatorio della dichiarazione medesima
iSez. 5, Sentenza n. 9338 del 12/12/2012 Ud. (dep. 27/02/2013) Rv. 255087].
Nella specie, anche a voler prescindere dall’indicazione formale del motivo di
ricorso, ai sensi dell’art. 606 c.p.p., il ricorrente richiama elementi che il Tribunale
mostra di aver tenuto presenti – sia pure in modo conciso – nella motivazione della
decisione.

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso del Pubblico Ministero
Così deciso il 25/11/2015.

CONSIDERATO IN DIRITTO

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