Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 50748 del 17/11/2015


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Penale Sent. Sez. 5 Num. 50748 Anno 2015
Presidente: LAPALORCIA GRAZIA
Relatore: MICHELI PAOLO

SENTENZA
sul ricorso proposto nell’interesse di
De Campo Luigi Giovanni, nato a Tirano il 25/08/1970
avverso la sentenza emessa dalla Corte di appello di Milano il 05/02/2015

visti gli atti, la sentenza impugnata ed il ricorso;
udita la relazione svolta dal consigliere Dott. Paolo Micheli;
udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore generale Dott.
Vito D’Ambrosio, che ha concluso chiedendo l’annullamento con rinvio della
sentenza impugnata

RITENUTO IN FATTO
Il difensore di Luigi Giovanni De Campo ricorre avverso la pronuncia indicata
in epigrafe, recante la parziale riforma della sentenza emessa dal Tribunale di
Sondrio, in data 16/11/2010, nei confronti del suo assistito. L’imputato risulta
essere stato condannato a pena ritenuta di giustizia per il delitto di tentato furto
in abitazione, in ipotesi commesso presso un appartamento sito in Tirano (la
riforma della decisione di primo grado si riferisce ad altro addebito, riqualificato

Data Udienza: 17/11/2015

4.-

come furto semplice consumato, per cui la Corte territoriale ha rilevato il difetto
di querela).
Con l’odierno ricorso, la difesa lamenta:
violazione dell’art. 599, comma 2, cod. proc. pen.
In vista dell’udienza del 05/02/2015, era stata formalizzata (già il 30
gennaio) una istanza di rinvio per l’assoluto impedimento a comparire
dell’imputato, perché affetto da varie e gravi patologie, ritualmente
documentate; la Corte territoriale si sarebbe invece limitata a

l’impedimento a presenziare da parte del De Campo, pur risultandone
evidente la gravità dello stato patologico, peraltro progressivo ed
irreversibile come emergente dalla relazione neurologica che era stata
allegata all’istanza
inosservanza ed erronea applicazione dell’art. 56 cod. pen., in relazione
all’art. 49, comma 2, cod. pen.
Nel caso di specie non sarebbe stato ravvisabile alcun tentativo di furto,
atteso che – pacificamente provata la circostanza che il De Campo, privo
di una sistemazione abitativa, si era trovato ad occupare precariamente
case abbandonate – l’appartamento dove egli venne rinvenuto non era
abitato da circa un anno, come dichiarato dallo stesso proprietario, ed
all’interno non vi era alcunché di valore da sottrarre. Il reato, pertanto,
appariva impossibile per inesistenza dell’oggetto

CONSIDERATO IN DIRITTO
1. Il ricorso – con riguardo alla questione processuale dedotta con il primo
motivo, che si rivela assorbente – è meritevole di accoglimento.
In vista dell’udienza del 23/10/2014, la difesa aveva documentato come il
De Campo presentasse gravi patologie che, come da relazione curata il
07/10/2014 dal medico responsabile della struttura dove l’imputato era ospite,
ne rendevano impossibile l’allontanamento dalla medesima. L’udienza suddetta
era stata conseguentemente rinviata al 05/02/2015.
Per quest’ultima data, la richiesta era stata rinnovata sulla base dei
medesimi presupposti: il P.g. presso la Corte territoriale si era rimesso,
sottolineando che la situazione clinica dell’odierno ricorrente non appariva
suscettibile di miglioramenti nel corso del tempo. I giudici di appello, invece,
risultano avere rilevato che le certificazioni mediche prodotte dalla difesa, anche
per l’udienza precedente, fossero prive di una indicazione dettagliata sulle

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disattendere la richiesta, ritenendo apoditticamente non dimostrato

condizioni di salute del De Campo, e non potessero dunque attestare un assoluto
e legittimo impedimento a comparire, con conseguente rigetto dell’istanza.
Al di là dell’evidente contrasto rispetto alle determinazioni assunte il
23/10/2014 (a fronte dell’identica situazione), deve rilevarsi che la relazione
medica sopra ricordata certificava – fra l’altro – una “sclerosi multipla ad
andamento relapsing-progressiva”, una “paraparesi atasso-spastica”, nonché
l’impossibilità dell’imputato di deambulare autonomamente; conclusivamente, il
sanitario attestava che “date le condizioni cliniche del signor De Campo Luigi

Tirano”.
Si trattava pertanto, come significativamente rilevato dal rappresentante del
P.M., di patologie ingravescenti: la Corte di appello, al fine di verificare la
perdurante attualità di un impedimento che era stato comunque ritenuto per la
precedente udienza, e dinanzi ad un quadro clinico che per nozioni di comune
esperienza non poteva certo ritenersi migliorato, avrebbe dovuto disporre visita
fiscale.

2. Si impongono, in definitiva, le determinazioni di cui al dispositivo.

P. Q. M.

Annulla la sentenza impugnata, con rinvio ad altra sezione della Corte di appello
di Milano per nuovo giudizio.
Così deciso il 17/11/2015.

Giovanni e le terapie in atto, non è possibile un allontanamento dalla R.S.D. di

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