Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 50448 del 26/11/2015


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Penale Sent. Sez. 3 Num. 50448 Anno 2015
Presidente: MANNINO SAVERIO FELICE
Relatore: SOCCI ANGELO MATTEO

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
OLI VARI ROBERTO N. IL 26/05/1964
avverso la sentenza n. 325/2014 CORTE APPELLO di BRESCIA, del
15/07/2014
visti gli atti, la sentenza e il ricorso
udita in PUBBLICA UDIENZA del 26/11/2015 la relazione fatta dal
Consigliere Dott. ANGELO MATTEO SOCCI
O AktgAlit’s,
Udito il Procuratore Generale in persona dl Dott.
che ha concluso per
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Udito, per la parte civile, l’Avv
Udit i difensor Avv.

Data Udienza: 26/11/2015

RITENUTO IN FATTO

1. La Corte d’Appello di Brescia con sentenza del 15 luglio 2014, ha
riformato, parzialmente, la sentenza del tribunale di Brescia (18 ottobre 2013)
riducendo la pena nei confronti di Olivari Roberto, a mesi 9 di reclusione con la
pena sospesa, in relazione al reato di cui all’ad 10 ter del d. Igs. N. 74 del 2000,
per omesso pagamento IVA per € 149.820,00.

difensore deducendo i motivi di seguito enunciati, nei limiti strettamente
necessari per la motivazione, come disposto dall’art. 173, connma1, disp. att.,
c.p.p.
2. 1. Inosservanza o erronea applicazione dell’ad 175, comma, 4 cod.
proc. pen., ex art 606, comma 1, lett. 8 cod. proc. pen., nonché mancanza,
contraddittorietà o manifesta illogicità della motivazione per vizio risultante dal
testo della sentenza impugnata ex art 606, comma 1, lett. 8, cod. proc. pen.; secondo motivo di impugnazione, connesso- subordinatamente erronea
applicazione degli art 168 bis e ss cod. pen., in relazione all’art 2, comma 4, del
cod. pen.
La Corte di appello decide su una richiesta dell’imputato (sospensione
del processo per messa alla prova) mai avanzata, mentre nulla la Corte ha detto
sulla effettiva richiesta di rimessione nel termine ex art 175 cod. pen.; non vi è
quindi corrispondenza tra la richiesta avanzata dalla difesa e quanto deciso dalla
Corte di appello; l’ad 168 bis cod. pen. deve considerarsi norma sostanziale
attinente al trattamento sanzionatorio, e quindi, la Corte di appello erra nel
ritenerlo di natura processuale, la questione infatti è stata rimessa alle sezioni
unite con ordinanza della sez. 4 nr. 30559 del 2014. Il ragionamento della Corte
di appello viola l’art 7 della CEDU.
2. 2. Inosservanza o erronea applicazione dell’alt 10 ter d. Igs n. 74 del
2000, ex art 606, comma 1, lettera B, cod. proc. pen., nonché mancanza,
contraddittorietà o manifesta illogicità di motivazione per vizio risultante dal
testo della sentenza impugnata ex art 606, comma 1, lett. E, cod. proc. pen.
La corte di appello non ha ben valutato ai fini del dolo la situazione
finanziaria di dissesto dell’azienda che aveva ricevuto anche istanza di
fallimento; vi erano numerosi protesti per consistenti importi.

p, .

2. Olivari Roberto propone ricorso per cassazione a mezzo del proprio

Ha chiesto quindi l’annullamento della sentenza impugnata con ogni
conseguente provvedimento.
Con successiva memoria depositata il 29 ottobre 2015 la difesa
proponeva motivo nuovo, relativo alle disposizioni legislative che hanno alzato il
limite ad C 250.000,00, d. Igs. 24 settembre 2015, n. 158, art 8, di modifica
dell’art. 10 ter del d. Igs. n. 74 del 2000;
ha chiesto pertanto l’annullamento senza rinvio perché il fatto non è più

CONSIDERATO IN DIRITTO
Con il novellato art 10 ter del d. Igs. N. 74 del 2000 (come modificato
dall’art 8 del d. Igs. 158 del 2015) il limite per la configurabilità del reato è di C
250.000,00: “E’ punito con la reclusione da sei mesi a due anni chiunque non
versa, entro il termine per il versamento dell’acconto relativo al periodo
d’imposta successivo, l’imposta sul valore aggiunto dovuta in base alla
dichiarazione annuale, per un ammontare superiore a euro
duecentocinquantamila per ciascun periodo d’imposta”.
Nel nostro caso la somma omessa è di soli C 149.820,00; manca
l’elemento oggettivo del reato di omesso versamento di IVA, che si configura
solo per omessi versamenti superiori ad C 250.000,00.
La sentenza impugnata deve quindi annullarsi senza rinvio perché il fatto
non sussiste.
PQM
Annulla senza rinvio la sentenza impugnata perché il fatto non sussiste.
Così deciso il 26 novembre 2015

Il Consigliere estensore

Il Presidente

previsto dalla legge come reato.

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