Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 50427 del 17/11/2015


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Penale Sent. Sez. 4 Num. 50427 Anno 2015
Presidente: BIANCHI LUISA
Relatore: MASSAFRA UMBERTO

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
MILIA LUCIO N. IL 12/12/1945
avverso la sentenza n. 188/2015 CORTE APPELLO di CAGLIARI, del
10/03/2015
visti gli atti, la sentenza e il ricorso
udita in PUBBLICA UDIENZA del 17/11/2015 la relazione fatta dal
Consigliere Dott. UMBERTO MASSAFRA
Udito il Procuratore Generale in persona del Dott.
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che ha concluso per
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Udito, per la parte civile, l’Avv
Udit i difensor Av

Data Udienza: 17/11/2015

Ritenuto in fatto
1. Ricorre per cassazione il difensore di fiducia di Milia Lucio avverso la sentenza
emessa in data 10.3.2015 dalla Corte di appello di Cagliari che confermava quella in
data 1.7.2014 del Tribunale di Cagliari con cui il predetto era stato condannato, con
attenuanti generiche, alla pena di mesi otto di reclusione in quanto giudicato
colpevole del reato di cui all’art. 449 c.p. (commesso il 16.7.2007).
Secondo l’imputazione e quanto accertato dai giudici di merito, il Milia, per colpa e

incendio, determinando l’accensione di un fuoco all’interno del cortile di uno stabile
dell’Ersat a seguito dell’utilizzo di una fiamma ossidrica, impiegata nell’occasione per
la demolizione di un silos, omettendo di adottare le precauzioni volte ad evitare
l’insorgere ed il propagarsi delle fiamme, fuoco dal quale si originava l’incendio che
interessava una superficie di circa 900 mq. di sterpaglie e piante da giardino, nonché
due camion di proprietà dell’Ersat, altresì provocando concreto pericolo per la pubblica
incolumità.
2. Deduce motivi di seguito sinteticamente riportati.
2.1. La nullità del decreto che dispone il giudizio del 20.4.2012 (di primo grado) e di
tutti gli atti conseguenti per omessa notifica all’imputato, in quanto la notifica era
avvenuta, in assenza dei presupposi di legge, ai sensi dell’art. 161 n. 4 c.p.p. e non
nell’indirizzo del domicilio eletto (via delle Viole s.n.c.) ove erano stati regolarmente
notificati altri atti processuali precedenti, poiché l’operatore postale aveva restituito
l’atto al mittente per indirizzo insufficiente, non avendo rilevato l’indicazione di un
numero civico; soggiunge che la nullità della notifica deriverebbe anche dal mancato
avvertimento all’imputato in occasione dell’elezione di domicilio dell’obbligo di
comunicare ogni variazione di domicilio; analoga nullità viene denunciata in ordine
alla notifica dell’estratto contumaciale della sentenza di primo grado affetta dalle
medesime carenze.
2.2. L’applicazione dell’art. 131 bis c.p., cioè la particolare tenuità del fatto,
assumendo che ne ricorrevano tutti gli estremi.
2.3. Il vizio motivazionale in ordine alla ricostruzione degli eventi, essendo stata
utilizzata la deposizione del teste Cogoni laddove esprimevano giudizi, valutazioni ed
opinioni in violazione dell’art. 194 comma 3 c.p.p..
Considerato in diritto
3. In via preliminare ed assorbente, si deve rilevare, ai sensi dell’art. 129, 1° comma
c.p.p., che il reato ascritto è ormai rimasto estinto per prescrizione.
Infatti è decorso al 20.3.2015 (cioè al 16.1.2015 oltre a 63 giorni di sospensione), in
assenza di ulteriori periodi di sospensione per una durata utile alla data odierna e non
ravvisandosi cause d’inammissibilità del ricorso nè condizioni evidenti che consentano
una formula assolutoria nel merito a norma dell’art. 129, 2° comma c.p.p., il termine

2

con violazione dell’ordinanza regionale antincendi dell’anno 2007, cagionava un

prescrizionale di sette anni e mesi sei previsto dagli artt. 157 e 161 c.p., nella
vigente formulazione, per il reato contestato, attesa la data di commissione del
medesimo.
E appena il caso di evidenziare, quanto alla censura sub 2.1., che, a prescindere dalla
sua fondatezza (peraltro discutibile: cfr. Cass. pen. Sez. U, n. 28451 del 28.4.2011,
Rv. 250120 e successive conformi; Sez. U, n. 119 del 27.10.2004. Rv. 229539), in
ogni caso, il principio della immediata declaratoria di determinate cause di non

qualora ricorrano contestualmente una causa estintiva del reato e una nullità
processuale anche assoluta e insanabile, si dia prevalenza alla prima (da ultimo:
Cass. pen. Sez. II, n. 6338 del 18.12.2014, Rv. 262761).
E’ opportuno rammentare, inoltre, che la Corte Costituzionale, con sentenza n. 143
del 28.5.2014 ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 157, 6° comma c.p.
nella parte in cui prevedeva il raddoppio del termine prescrizionale per il reato di cui
all’art. 449 c.p..
4. Consegue l’annullamento senza rinvio della sentenza impugnata per la suddetta
causa.

P.Q.M.
Annulla senza rinvio la sentenza impugnata perché il reato è estinto per prescrizione.
Così deciso in Roma, il 17.11.2015

punibilità sancito dall’art. 129 cod. proc. pen. impone che nel giudizio di cassazione,

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