Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 50425 del 17/11/2015


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Penale Sent. Sez. 4 Num. 50425 Anno 2015
Presidente: BIANCHI LUISA
Relatore: PEZZELLA VINCENZO

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
RAGGI MAURIZIO N. IL 17/01/1965
avverso la sentenza n. 414/2004 GIUDICE DI PACE di RIMINI, del
28/09/2005
visti gli atti, la sentenza e il ricorso
udita in PUBBLICA UDIENZA del 17/11/2015 la relazione fatta dal
Consigliere Dott. VINCENZO PEZZELLA
Udito il Procuratore Generale in persona del Dott. 22,, ,LtS2,
VICLG.
che ha concluso per ejel

Udito, per la

rte civile, l’Avv

Uditi fensor Avv.

Data Udienza: 17/11/2015

RITENUTO IN FATTO
1. Il Giudice di Pace di Rimini, pronunciando nei confronti dell’odierno ricorrente, RAGGI MAURIZIO, con sentenza del 28/9/2005, notificatagli il 4/2/2015,
lo dichiarava responsabile della contravvenzione prevista dall’art. 186, comma 1
– 2 e 5, D.L.vo 285/1992, per aver guidato l’autovettura Fiat Punto targata
AN751DR in stato di ebbrezza in conseguenza dell’uso di sostanze alcoliche, ed
in particolare con un tasso alcolico accertato tramite analisi di laboratorio che risultavano essere pari a g/I 1,92, in Rimini il 1/2/2003.

che, alla pena di € 1.200,00 di ammenda oltre al pagamento delle spese processuali, con sanzione accessoria della sospensione della patente di guida per mei
uno, se non già disposta dall’autorità amministrativa.

2. Avverso tale provvedimento ha proposto impugnazione, personalmente,
Raggi Maurizio, deducendo, dopo una breve ricostruzione della vicenda, che la
sentenza sarebbe stata emessa sulla base di una mera presunzione di responsabilità senza alcuna prova dello stato di ubriachezza.
Non sarebbe stato compiuto alcun accertamento atto a comprovare la fondatezza della contestazione, con chiara violazione di legge da parte del giudicante.
La prova dello stato di ebbrezza sarebbe del tutto insussistente.
Chiede, pertanto, accertata e dichiarata la violazione di legge, dichiararsi la
nullità dell’impugnata sentenza.

CONSIDERATO IN DIRITTO
1. I motivi sopra illustrati appaiono manifestamente infondati e, pertanto, il
proposto ricorso va dichiarato inammissibile.

2. Le doglianze proposte si palesano generiche ed aspecifiche.
Sul punto, va ricordato che, secondo la costante giurisprudenza di questa
Corte di legittimità, l’impugnazione è inammissibile per genericità dei motivi se
manca, come nel caso che ci occupa, ogni indicazione della correlazione tra le
ragioni argomentate dalla decisione impugnata e quelle poste a fondamento
dell’atto di impugnazione, che non può ignorare le affermazioni del provvedimento censurato, senza cadere nel vizio di aspecificità. (cfr. sul punto sez. 4, n.
34270 del 3.7.2007, Scicchitano, rv. 236945; sez. 1, n. 4521 del 20.1.2005, Orrù, rv. 230751).
In una più recente pronuncia è stato poi ribadito che è inammissibile il ricorso per cassazione fondato su motivi non specifici, ossia generici ed indeterminati,

L’imputato veniva condannato, concessegli le circostanze attenuanti generi-

che ripropongono le stesse ragioni già esaminate e ritenute infondate e ritenute
infondate dal giudice del gravame o che risultano carenti della necessaria correlazione tra le argomentazioni riportate dalla decisione impugnata e quelle poste a
fondamento dell’impugnazione (così sez. 4, n. 18826 del 9.2.2012, rv. 253849).
La sentenza impugnata dà peraltro conto, con motivazione logica e congrua
-e pertanto immune da vizi di legittimità- che la teste Costantini Barbara, assistente della Polizia Stradale di Rimini, aveva riferito in dibattimento di essere intervenuta con i colleghi, il 1.2.2003, a seguito di un incidente stradale a seguito

In motivazione si dà atto che dalle risultanze istruttorie era emerso che
l’imputato presentava alito vinoso ed eloquio rallentato ed egli stesso, al Pronto
Soccorso, aveva ammesso di essere stato alla Festa della Birra e di avere bevuto. E, soprattutto, in sentenza si dà atto degli accertamenti alcoolimetrici cui il
Raggi era stato sottoposto, a mezzo di analisi di laboratorio, che attestavano un
tasso pari a g/I 1,2.
Rispetto a tale motivata, logica e coerente pronuncia il ricorrente chiede,
genericamente, una rilettura degli elementi di fatto posti a fondamento della
decisione e l’adozione di nuovi e diversi parametri di ricostruzione e valutazione.
Ma un siffatto modo di procedere è inammissibile perché trasformerebbe questa
Corte di legittimità nell’ennesimo giudice del fatto

3. Essendo il ricorso inammissibile e, a norma dell’art. 616 cod. proc. pen,

non ravvisandosi assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità (Corte Cost. sent. n. 186 del 13.6.2000), alla condanna del ricorrente al
pagamento delle spese del procedimento consegue quella al pagamento della
sanzione pecuniaria nella misura indicata in dispositivo

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle
spese processuali e della somma di € 1000,00 in favore della cassa delle ammende
Così deciso in Roma il 17 novembre 2015
Il

sigliere e

nsore

Il Presidente

del quale l’imputato era stato trasportato al Pronto Soccorso.

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