Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 50420 del 17/11/2015


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Penale Sent. Sez. 4 Num. 50420 Anno 2015
Presidente: BIANCHI LUISA
Relatore: MASSAFRA UMBERTO

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
BRAIDICH VITO N. IL 28/06/1978
avverso la sentenza n. 923/2014 CORTE APPELLO di CAGLIARI, del
26/02/2015
visti gli atti, la sentenza e il ricorso
udita in PUBBLICA UDIENZA del 17/11/2015 la relazione fatta dal
Consigliere Dott. UMBERTO MASSAFRA
Udito il Procuratore Generale in persona del Dott. Saak – 9 n ‘,lig’ /
che ha concluso per
ke
.

VV

UdikiPdifenso< Avv.eh ,kl e& be--.2 44-io.geritt-; D/. //1"-e72-$0 1"3"ie-e cée-i-e> .”.4e_ere-of,eLd; ,Cef

-e

Data Udienza: 17/11/2015

Ritenuto in fatto
1. Ricorre per cassazione il difensore di fiducia di Braidich Vito avverso la sentenza
emessa in data 26.2.2015 dalla Corte di appello di Cagliari che confermava quella in
data 13.10.2013 del Tribunale di Oristano con cui il predetto era stato condannato,
con attenuanti generiche, alla pena di mesi tre di arresto ed C 1.700 di ammenda con
sospensione condizionale e non menzione, oltre alla sospensione della patente di
guida per anni due, per il reato di cui all’art. 186 commi 1 e 2 lett. c) C.d.S.

2. Deduce:
2.1. la violazione di legge e nullità dell’ordinanza del 26.5.2015 per mancata e/o falsa
applicazione degli artt. 157 c. 8 bis-601 c. 1 e 3 c.p.p. rilevando la mancata
dichiarazione d’ufficio della nullità del decreto di citazione all’imputato per illegittima
notifica al difensore ex art. 161 n. 4 c.p.p. essendo la doppia notifica avvenuta nei
confronti del difensore ma non anche nei confronti dell’imputato presso il difensore,
contestando la correttezza della procedura seguita dalla Corte e della motivazione
dell’ordinanza del 27.1.2015.
Critica la motivazione dell’ordinanza del 26.2.2015, che aveva rigettato l’eccezione di
nullità del decreto di citazione sostenendo che la difesa non aveva eccepito nulla circa
la ritualità della prima notifica ex art. 161 n. 4 c.p.p., evidenziando che con detta
ordinanza era stata disposta la rinnovazione della citazione e che, quindi, la notifica
all’imputato non era avvenuta.
Contesta quanto affermato dalla sentenza impugnata circa il fatto che il difensore non
poteva rifiutare la notifica ex art. 161 n. 4 c.p.p., pur avendo preventivamente
dichiarato di non accettare notifiche concernenti il proprio assistito, antecedentemente
alla prima notificazione del giudizio di appello.
2.2. La violazione di legge ed il vizio motivazionale contestando la ricorrenza degli
estremi del rilevato “abuso del processo” al quale aveva fatto riferimento la sentenza
impugnata sostenendo la violazione dell’art. 460 c.4 c.p.p., con omessa revoca del
decreto penale di condanna e la restituzione degli atti al P.M. e sottolinea che il
processo era sorto a seguito dell’opposizione proposta dal difensore in data 29.4.2011
e non personalmente dall’imputato.
E’ stata depositata una memoria contenente motivi nuovi con la quale si invoca la
non punibilità per particolare tenuità del fatto ex D.Igs 9/3/2015 nonché l’intervenuto
decorso del termine prescrizionale.

Considerato in diritto
4. In via preliminare ed assorbente, si deve rilevare, come anche dedotto con i motivi
nuovi, che i reati ascritti sono ormai rimasti estinti per prescrizione.
Infatti è decorso al 2.4.2015, in assenza di ulteriori periodi di sospensione per una
durata utile alla data odierna e non ravvisandosi cause d’inammissibilità del ricorso nè
2

(commesso il 2.4.2010).

condizioni evidenti che consentano una formula assolutoria nel merito a norma
dell’art. 129, 2° comma c.p.p., il termine prescrizionale di 5 anni previsto dagli artt.
157 e 161 c.p., nella vigente formulazione, per il reato contestato, attesa la data di
commissione del medesimo.
Quanto alla prima doglianza di cui al ricorso, che riprende l’analoga eccezione dedotta
in appello (rigettata con congrua motivazione dalla Corte territoriale con l’ordinanza
del 26.2.2014: v. pag. 4 sent.) premesso che in materia di notificazioni all’imputato

dichiarazione con la quale il difensore di fiducia abbia esercitato la facoltà di ricusare
la ricezione delle comunicazioni e delle notifiche destinate al suo assistito deve
intendersi implicitamente revocata quando il professionista abbia poi accettato l’atto
senza nulla opporre (Cass. pen. Sez. III, n. 37264 del 5.6.2013, Rv. 257220), va
rammentato che, in ogni caso, il principio della immediata declaratoria di determinate
cause di non punibilità sancito dall’art. 129 cod. proc. pen. impone che nel giudizio di
cassazione, qualora ricorrano contestualmente una causa estintiva del reato e una
nullità processuale anche assoluta e insanabile, si dia prevalenza alla prima (da
ultimo: Cass. pen. Sez. II, n. 6338 del 18.12.2014, Rv. 262761).
5. Consegue l’annullamento senza rinvio della sentenza impugnata per la suddetta
causa.
P.Q.M.
Annulla senza rinvio la sentenza impugnata perché il reato è estinto per prescrizione.
Così deciso in Roma, il 17.11.2015

non detenuto eseguite ai sensi dell’art. 157, comma 8-bis cod. proc. pen., la

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA