Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 50413 del 17/11/2015


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Penale Sent. Sez. 4 Num. 50413 Anno 2015
Presidente: BIANCHI LUISA
Relatore: MASSAFRA UMBERTO

Data Udienza: 17/11/2015

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
EL KARKOUB ABDELMAJID N. IL 27/12/1977
avverso la sentenza n. 86/2012 TRIB.SEZ.DIST. di EBOLI, del
25/10/2013
visti gli atti, la sentenza e il ricorso
udita in PUBBLICA UDIENZA del 17/11/2015 la relazione fatta dal
Consigliere Dott. UMBERTO MASSAFRA
Udito il Procuratore Generale in persona del D9tt.
u7 5P/M4che ha concluso per ,e/isut.e.4,,,e f:7,z-

C/
.

Udito, per la parte civ e, l’Avv
Udit i difensor

Q))

Ritenuto in fatto
1. Ricorre per cassazione il difensore di fiducia di El Karkoub AbdelMaijd avverso la
sentenza emessa in data 25.10.2015 dal G.M. del tribunale di Salerno – Sezione
distaccata di Eboli, con cui, fra l’altro il predetto veniva condannato alla pena
condizionalmente sospesa di C 2.500,00 di ammenda per il reato di guida di autovettura
senza patente, perché mai conseguita (commesso il 27.2.2009).
2. Formula istanza, ai sensi dell’art. 464 bis c.p.p., per accedere all’istituto della
sospensione del processo e messa alla prova di cui all’art. 168 bis c.p., sollevando, in

prevede la possibilità di accedere al beneficio per quegli imputati per i quali, all’entrata in
vigore della stessa legge, sono state superate le fasi o delle conclusioni dell’udienza
preliminare o dell’apertura del dibattimento ( in caso di citazione diretta a giudizio) o dei
15 giorni (per il giudizio immediato).
Deduce la violazione di legge in relazione alla mancata traduzione degli atti processuali
nella lingua dell’imputato, marocchino, e alla mancata applicazione retroattiva della
novella legislativa introdotta nell’art. 143 c.p.p. (che rappresenta l’atto esecutivo imposto
dalle direttive comunitarie 2010/64/UD e di quella giurisprudenza della CEDU che aveva
chiarito che l’obbligo di far comprendere all’imputato le accuse riguardava anche gli atti
scritti), sicchè il Tribunale avrebbe dovuto dichiarare nullo l’atto introduttivo del giudizio,
con rinvio degli atti alla Procura della Repubblica.
Considerato in diritto
3. In via preliminare ed assorbente, si deve rilevare, ai sensi dell’art. 129, 1° comma
c.p.p., che il reato è rimasto estinto per prescrizione, già prima della sentenza impugnata.
Infatti era già decorso al 27.2.2014, in assenza di ulteriori periodi di sospensione per una
durata utile alla data del 25.10.2015 (e tanto meno a quella odierna) e non ravvisandosi
cause d’inammissibilità del ricorso che comunque nel caso di specie non rileverebbero
(cfr. da ultimo: Cass. pen. Sez. IV n. 27019 del 16.6.2015, Rv. 263879) nè condizioni
evidenti che consentano una formula assolutoria nel merito a norma dell’art. 129, 2°
comma c.p.p., il ‘termine prescrizionale di 5 anni previsto dagli artt. 157 e 161 c.p., nella
vigente formulazione, per il reato contestato, attesa la data di commissione del
medesimo.
4. Consegue l’annullamento senza rinvio della sentenza impugnata per la suddetta causa.
P.Q.M.
Annulla senza rinvio la sentenza impugnata perché il reato è estinto per prescrizione.
Così deciso in Roma, il 17.11.2015

alternativa, eccezione di incostituzionalità dell’art. 4 L. 67/2014, nella parte in cui non

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