Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 502 del 21/11/2017


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 502 Anno 2018
Presidente: DE CRESCIENZO UGO
Relatore: DI PAOLA SERGIO

ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
CANGEMI LUIGI nato il 21/10/1975 a SAN CATALDO

avverso la sentenza del 13/12/2016 della CORTE APPELLO di CALTANISSETTA
dato avviso alle parti;
sentita la relazione svolta dal Consigliere SERGIO DI PAOLA;
RITENUTO IN FATTO E IN DIRITTO

La Corte d’Appello di Caltanissetta, con sentenza in data 13/12/2016, confermava
la condanna alla pena ritenuta di giustizia pronunciata dal Tribunale di Caltanissetta,
in data 05/05/2015, nei confronti di CANGEMI LUIGI in relazione al reato di cui all’ art.
648 cod. pen.
Propone ricorso per cassazione l’imputato, deducendo la violazione di legge, e il
conseguente difetto di motivazione, per avere ignorato la Corte la richiesta di perizia
sui titoli di credito oggetto della contestata ricettazione, prova necessaria per
accertare l’effettiva consegna dei titoli ad opera dell’imputato; con il secondo motivo di
ricorso, si deduce la violazione di legge per l’omessa pronuncia di estinzione del reato
per intervenuta prescrizione, anche considerando l’effetto conseguente al
riconoscimento della recidiva.
Il ricorso è inammissibile: per ciò che concerne il primo motivo di ricorso, in
quanto la doglianza non risulta essere stata previamente dedotta come motivo di
appello secondo quanto è prescritto a pena di inammissibilità dall’art. 606 comma 3,
cod. proc. pen., come si evince dal riepilogo dei motivi di gravame riportato nella
sentenza impugnata, che l’odierno ricorrente avrebbe dovuto contestare

Data Udienza: 21/11/2017

specificamente nell’odierno ricorso, se incompleto o comunque non corretto’. Ad ogni
buon conto, a fronte di una doppia conforme, il vizio del travisamento della prova, per
omessa valutazione di una prova decisiva, può essere dedotto con il ricorso per
cassazione quando la decisione impugnata abbia riformato quella di primo grado, non
potendo, nel caso di cosiddetta ‘doppia conforme’, essere superato il limite costituito
dal devolutum con recuperi in sede di legittimità, salvo il caso in cui il giudice
d’appello, per rispondere alle critiche contenute nei motivi di gravame, abbia

03/02/2009, Buraschi, Rv. 243636; Sez. 2, n. 47035 del 03/10/2013, Giugliano, Rv.
257499; Sez. 4, n. 4060 del 12/12/2013, dep 2014, Capuzzi, Rv. 258438). Né risulta
la decisività della sollecitata perizia sui titoli, esistendo fonti di prova testimoniale (i
soggetti prenditori degli assegni) che concordemente hanno riferito della consegna dei
titoli di provenienza delittuosa ad opera dell’imputato.
Il secondo motivo di ricorso è egualmente inammissibile, poiché il termine di
prescrizione del contestato delitto di ricettazione è pari a 12 anni, per effetto della
ritenuta recidiva infraquinquennale ma, tenendo conto degli atti interruttivi già
intervenuti, il termine massimo è pari a quindici anni, termine che non è
evidentemente maturato.
All’ inammissibilità del ricorso consegue la condanna del ricorrente al pagamento
delle spese processuali, nonché, ai sensi dell’art. 616 c.p.p., valutati i profili di colpa
nella determinazione della causa di inammissibilità emergenti dal ricorso, (Corte Cost.
13 giugno 2000, n. 186), al versamento della somma, che ritiene equa, di euro tremila
a favore della cassa delle ammende.

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese
processuali e al versamento della somma di tremila euro alla cassa delle ammende.
Così deciso il 21/11/2017
Il Consigli
Ser

stensore
aola

Il Pr: lie te
Ugo D- r-scienzo

richiamato dati probatori non esaminati dal primo giudice (Sez. 4, n. 19710 del

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