Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 501 del 21/11/2017


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 501 Anno 2018
Presidente: DE CRESCIENZO UGO
Relatore: DI PAOLA SERGIO

ORDINANZA
sui ricorsi proposti da:
CRIVELLO CATERINA nato il 26/09/1962 a PALERMO
STASSI GIORGIO nato il 30/11/1959 a PALERMO

avverso la sentenza del 19/10/2016 della CORTE APPELLO di PALERMO
dato avviso alle parti;
sentita la relazione svolta dal Consigliere SERGIO DI PAOLA;

RITENUTO IN FATTO E IN DIRITTO
La Corte d’Appello di Palermo, con sentenza in data 19/10/2016,
confermava la condanna alla pena ritenuta di giustizia pronunciata dal Tribunale
di Palermo, in data 11/06/2015, nei confronti di CRIVELLO CATERINA, STASSI
GIORGIO, in relazione ai reati, contestati in concorso, di cui agli artt. 648 cod.
pen, 477 e 482 cod. pen., 640 cod. pen., oltre ai reati di sostituzione di persona
contestato alla Crivello e a quello di minaccia grave contestato allo Stassi
Propongono personalmente ricorso per cassazione entrambi gli imputati, con
identiche motivazioni, deducendo il vizio di motivazione (alternativamente
indicato come carenza e manifesta illogicità della motivazione) con riferimento
alla ritenuta responsabilità per il delitto di ricettazione della carta di identità, poi
contraffatta e utilizzata dagli imputati per indurre la vittima a concludere il
contratto di locazione, mai eseguito.

Data Udienza: 21/11/2017

I ricorsi sono palesemente inammissibili, in quanto del tutto generici e privi,
già dalla lettura testuale ., di indicazioni specifiche così come richiesto dalla legge.
Tra i requisiti del ricorso per cassazione vi è anche quello, sancito a pena di
inammissibilità, della specificità dei motivi: il ricorrente ha non soltanto l’onere di
dedurre le censure su uno o più punti determinati della decisione impugnata, ma
anche quello di indicare gli elementi che sono alla base delle sue lagnanze.
Nel caso di specie il ricorso è dunque inammissibile perché privo dei requisiti
prescritti dall’art. 581, comma 1, lett. c) c.p.p. in quanto, a fronte di una

gli elementi che sono alla base della censura formulata, non consentendo al
giudice dell’impugnazione di individuare i rilievi mossi ed esercitare il proprio
sindacato.
Alla inammissibilità dei ricorsi consegue la condanna dei ricorrenti al
pagamento delle spese processuali, nonché, ai sensi dell’art. 616 c.p.p., valutati
i profili di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità emergenti dai
ricorsi (Corte Cost. 13 giugno 2000, n. 186), ciascuno al versamento della
somma, che si ritiene equa, di euro tremila a favore della cassa delle ammende.

P.Q.M.

Dichiara inammissibili i ricorsi e condanna i ricorrenti al pagamento delle
spese processuali e ciascuno al versamento della somma di euro tremila alla
cassa delle ammende.
Così deciso il 21/11/2017
Estensore
Paola

motivazione della sentenza impugnata ampia e logicamente corretta, non indica

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