Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 50023 del 14/10/2015


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Penale Sent. Sez. 6 Num. 50023 Anno 2015
Presidente: MILO NICOLA
Relatore: PATERNO’ RADDUSA BENEDETTO

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
DI PIERNO DOMENICO N. IL 09/05/1988
avverso l’ordinanza n. 2763/2015 TRIB. LIBERTA’ di NAPOLI, del
06/06/2015
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. BENEDETTO
PATERNO’ RADDUSA;
letteisentite le conclusioni del PG Dott. ~note( L
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Udit i difensor Avv.; 1( -42A0…L.4

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Data Udienza: 14/10/2015

1. Con l’ordinanza impugnata il Tribunale di Napoli ha dato conferma
al provvedimento con il quale il Gip del Tribunale di Napoli ha rigettato
la richiesta di revoca o sostituzione della ordinanza di custodia
cautelare in carcere emessa in danno del ricorrente, gravemente
indiziato di partecipazione ad associazione finalizzata al narcotraffico e
reati in materia di armi.
2. Lamenta nel ricorso la difesa dell’indagato difetto di motivazione e

Tanto per non aver dato rilievo, sul piano della novità rispetto alla
valutazione spesa in occasione della applicazione della misura
genetica, al decorso del tempo dal fatto e dalla detenzione nonché alla
dissoluzione del vincolo associativo, essendo stati arrestati tutti i
vertici dell’associazione.
Fatti, questi, destinati ad incidere , anche alla luce delle novità
normative apportate in materia, sia sul rischio di recidiva che sulla
adeguatezza della misura.
3. Il ricorso è inammissibile.
Le doglianze articolate tramite il ricorso in disamina non si
confrontano in alcun modo con il tenore della decisione adottata, le
cui argomentazioni si sono rivelate puntualmente in linea con il dato
normativo di riferimento, immuni alla censura di incompiutezza della
motivazione ed esenti da vuoti logici.
4. Muovendo dalla presunzione relativa comunque correlata al reato
associativo in contestazione , segnala il Tribunale come gli elementi
addotti abbiano lasciato inalterato il pregresso quadro cautelare, non
risultando addotti elementi destinati ad escludere il rischio di
recidivanza in precedenza ritenuto o suggerire l’adozione di misura
diverse, da quella maggiormente afflittiva utile a neutralizzare detto
rischio.
4.1. In particolare, viene con puntualità segnalata la cornice di
riferimento cui nella specie risulta ancorato il giudizio cautelare,
caratterizzata dalla gravità dei fatti ascritti al ricorrente e
dall’inserimento dello stesso in un contesto di criminalità organizzata;
elementi, questi, destinati a descrivere una personalità criminale
dell’indagato, vieppiù accentuata dal riferimento alle condotte inerenti
la violazione della disciplina normativa in materia di armi ( il capo sub
C della rubrica del PM), destinata a disvelare un rischio di reiterazione
delle condotte contestate non adeguatamente neutralizzato da misure
meno afflittive di quella in atto, che impongono scelte di

violazione del disposto di cui all’art. 275 cod.proc.pen.

responsabilità autoreferenziali non compatibili con la pericolosità
riscontrata.
4.2. In questo quadro di riferimento vengono poi puntualmente
deprivate di rilievo gli elementi addotti dalla difesa a sostegno della
richiesta ex art. 299 , considerando coerentemente indifferenti al fine
sia la prolungata detenzione, fattore coerentemente ritenuto non
decisivo in determinati contesti, quale quello nel quale risultano

associativo; sia della distanza temporale dai fatti, travolta dal grado di
intensità della pericolosità del ricorrente all’uopo riscontrata; sia del
dissolvimento in sé dell’associazione contestata, rimasto indimostrato
l’addotto dissolvimento in sé dell’associazione contestata.
5. Da qui la manifesta infondatezza del ricorso cui segue la decisione
assunta , descritta come da dispositivo , con condanna del ricorrente
al pagamento delle spese del grado e di una somma in favore della
cassa delle ammende , liquidata in termini di equità.
PQM
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento
delle spese processuali e della somma di euro 1000 in favore della
cassa delle ammende.
Manda alla cancelleria per gli adempimenti di cui all’art. 94 comma 1
ter D. ATT. cod.proc.pen.
Così deciso il 14 ottobre 2015
Il Consigliere estensore

I Présiden

inserite le condotte del ricorrente, rispetto alla perduranza del vincolo

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