Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 49798 del 01/12/2015


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 49798 Anno 2015
Presidente: GALLO DOMENICO
Relatore: DIOTALLEVI GIOVANNI

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
LICCIARDI NUNZIA N. IL 07/11/1974
avverso l’ordinanza n. 2411/2014 CORTE APPELLO di NAPOLI, del
11/06/2014
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. GIOVANNI
DIOTALLEVI;

Data Udienza: 01/12/2015

RITENUTO IN FATTO E IN DIRITTO

Propone ricorso per cassazione l’imputato, deducendo i seguenti motivi:
con il quale si deduce violazione di legge e vizio di motivazione con riferimento alla ritenuta
responsabilita’, anche a causa dell’omessa rinnovazione dell’istruttoria dibattimentale e il motivo di
ricorso, con il quale si deduce violazione di legge e vizio di motivazione con riferimento al
trattamento sanzionatorio e vizio di motivazione con riferimento al diniego della sospensione
condizionale della pena.
Tutti i motivi sono inammissibili. Appare assolutamente infondata la generica eccezione relativa alla
mancata rinnovazione dell’istruttoria dibattimentale, la cui motivazione appare esente da censure
logico giuridiche con il riferimento operato all’art. 603 c.p.p.
Nel merito II ricorso è privo della specificità, prescritta dall’art. 581, lett. c), in relazione all’ad 591
lett. c) c.p.p., a fronte delle motivazioni svolte dal giudice d’appello, che non risultano viziate da
illogicità;
Questa corte ha stabilito che la mancanza nell’atto di impugnazione dei requisiti prescritti
dall’art. 581 cod. proc. pen. – compreso quello della specificità dei motivi- rende l’atto medesimo
inidoneo ad introdurre il nuovo grado di giudizio ed a produrre, quindi, quegli effetti cui si
ricollega la possibilità di emettere una pronuncia diversa dalla dichiarazione di inammissibilità
(Cass. pen., sez 1, 22.4.97, Pace, 207648);(si veda il riferimento al possesso dell’assegno e alla
sua spendita in epoca successiva alla chiusura del conto corrente e ai precedenti penali del
ricorrente).
Uniformandosi a tale orientamento che il Collegio condivide, va dichiarata inammissibile
l’impugnazione;

Alla inammissibilità del ricorso consegue la condanna della ricorrente al pagamento delle spese
processuali, nonché, ai sensi dell’art. 616 c.p.p., valutati i profili di colpa nella determinazione della
causa di inammissibilità emergenti dal ricorso (Corte Cost. 13 giugno 2000, n. 186), al versamento
della somma, che ritiene equa, di euro mille a favore della cassa delle ammende.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento delle spese processuali e
della somma di euro mille alla cassa delle ammende.

01 1 2015

La CORTE APPELLO di NAPOLI, con sentenza in data 11/06/2014, parzialmente riformando la
sentenza pronunciata dal TRIB.SEZ.DIST. di AFRAGOLA, in data 13/05/2013, nei confronti di
LICCIARDI NUNZIA confermava la condanna in relazione al reato di cui all’art. 648 c.p.

L

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