Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 49727 del 24/11/2015


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Penale Ord. Sez. 7 Num. 49727 Anno 2015
Presidente: PRESTIPINO ANTONIO
Relatore: TADDEI MARGHERITA

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
FERRUGGIA GIUSEPPE N. IL 30/07/1987
TARANTINO DAMIANO N. IL 29/04/1993
avverso la sentenza n. 2272/2014 CORTE APPELLO di TORINO, del
04/07/2014
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. MARGHERITA
TADDEI;

Data Udienza: 24/11/2015

R.G.: 54998/2014

Ferruggia Giuseppe e Tarantino Damiano ricorrono avverso la sentenza
della Corte d’Appello di Torino, n.3439/2014 del 04.07.2014 che ha confermato
la sentenza del Tribunale di Cuneo, del 23. 10.2013 , di condanna per rapina,
lamentando ,Ferruggia, il vizio di motivazione, insufficiente e contraddittoria, in
ordine alla commisurazione della pena e Tarantino il difetto di motivazione in
ordine alla commisurazione della pena.
Entrambi i ricorsi sono inammissibili perché manifestamente infondati.
Entrambi i ricorrenti si sono limitati ad affermare apoditticamente il vizio della
motivazione senza indicare le ragioni per le quali lamentano tale vizio.
Tra i requisiti del ricorso per cassazione vi è anche quello, sancito a pena di inammissibilità, della specificità dei motivi : il ricorrente ha non soltanto l’onere di
dedurre le censure su uno o più punti determinati della decisione impugnata, ma
anche quello di indicare gli elementi che sono alla base delle sue lagnanze.
Nel caso in esame i motivi di ricorso sono privi dei requisiti prescritti dall’art.
581, comma 1, lett. c) c.p.p. in quanto, a fronte di una motivazione della sentenza impugnata ampia e logicamente corretta, non indica gli elementi che sono alla
base della censura formulata, non consentendo al giudice dell’impugnazione di
individuare i rilievi mossi ed esercitare il proprio sindacato.
Ai sensi dell’articolo 616 cod. proc. pen., con il provvedimento che dichiara
inammissibile il ricorso, la parte privata che lo ha proposto deve essere
condannata al pagamento delle spese del procedimento, nonché – ravvisandosi
profili di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità – al
versamento a favore della Cassa delle ammende di una somma che, alla luce del
dictum della Corte costituzionale nella sentenza n. 186 del 2000, sussistendo
profili di colpa, si stima equo determinare in euro 1.000,00 (mille/00).
P.Q.M.
Dichiara inammissibili i ricorsi e condanna i ricorrenti al pagamento delle spese
del procedimento e ciascuno al versamento della somma di € 1.000,00 in favore
della C4a delle ammende.
Roma, 21.411.2015
Il Consi re relatore
Il Prsiexte

Motivi della decisione

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA