Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 49716 del 24/11/2015


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 49716 Anno 2015
Presidente: PRESTIPINO ANTONIO
Relatore: TADDEI MARGHERITA

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
LA VARDERA MARIA N. IL 28/04/1940
avverso la sentenza n. 3494/2012 CORTE APPELLO di PALERMO,
del 07/10/2014
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. MARGHERITA
TADDEI;

Data Udienza: 24/11/2015

Motivi della decisione
La Vardera Maria ricorre avverso la sentenza della Corte d’Appello di
Palermo, n.3903 del 07.10.2014 che ha confermato la sentenza del Tribunale
della stessa città , del 12.04.2012 , di condanna per ricettazione ed altro,
lamentando vizio di motivazione insufficiente e contraddittoria in ordine all’
affermazione di responsabilità del reato.
Il ricorso è inammissibile perché manifestamente infondato.
La ricorrente si è limitata ad affermare apoditticamente il vizio della motivazione
senza indicare le specifiche ragioni per le quali lamenta tale vizio.
Tra i requisiti del ricorso per cassazione vi è anche quello, sancito a pena di
inammissibilità, della specificità dei motivi : il ricorrente ha non soltanto
l’onere di dedurre le censure su uno o più punti determinati della decisione
impugnata, ma anche quello di indicare gli elementi che sono alla base delle
sue lagnanze.
Nel caso di specie il ricorso è inammissibile perché privo dei requisiti prescritti
dall’art. 581, comma 1, lett. c) c.p.p. in quanto, a fronte di una motivazione
della sentenza impugnata ampia e logicamente corretta, non indica gli elementi che sono alla base della censura formulata, non consentendo al giudice
dell’impugnazione di individuare i rilievi mossi ed esercitare il proprio sindacato.
Ai sensi dell’articolo 616 cod. proc. pen., con il provvedimento che dichiara
inammissibile il ricorso, la parte privata che lo ha proposto deve essere
condannata al pagamento delle spese del procedimento, nonché – ravvisandosi
profili di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità – al
versamento a favore della Cassa delle ammende di una somma che, alla luce del
dictum della Corte costituzionale nella sentenza n. 186 del 2000, sussistendo
profili di colpa, si stima equo determinare in euro 1.000,00 (mille/00).
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento delle
spese pl procedimento e al versamento della somma di € 1.000,00 in favore
della Cssa delle ammende.
Roma, J4.11.2015
, ,
Il Presiderte
Il Conikliere relatore
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R.G.: 54855/2014

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