Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 49040 del 20/05/2015


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 49040 Anno 2015
Presidente: VECCHIO MASSIMO
Relatore: MAZZEI ANTONELLA PATRIZIA

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
SHIMI WALID N. IL 09/12/1978
avverso la sentenza n. 371/2014 GIUDICE DI PACE di PADOVA, del
07/07/2014
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. ANTONELLA
PATRIZIA MAZZEI;

Data Udienza: 20/05/2015

RITENUTO IN FATTO

1. Con sentenza emessa il 7 luglio 2014 il Giudice di pace di Padova ha
condannato Shimi Walid, cittadino del Marocco, alla pena di euro seimila di
ammenda, perché sorpreso in Padova, il 6 aprile 2011, senza titolo
legittimante la sua presenza nel territorio dello Stato, in cui pertanto si
tratteneva illegalmente.

Shimi tramite il difensore, il quale deduce due motivi.
2.1. Con il primo motivo denuncia l’assoluta mancanza di motivazione
circa la responsabilità dell’imputato per il reato a lui ascritto.
2.2. Con il secondo motivo lamenta violazione di legge e vizio della
motivazione in tema di trattamento sanzionatorio.

CONSIDERATO in DIRITTO

1. Il ricorso è inammissibile per manifesta infondatezza del primo
motivo e genericità del secondo.
1.1. La sentenza impugnata, dopo aver dato atto dell’acquisizione degli
atti del fascicolo del pubblico ministero, col consenso di entrambe le parti,
ha affermato l’illegale presenza dell’imputato nel territorio dello Stato,
siccome privo di alcun documento legittimante la sua presenza in Italia.
Sussiste, quindi, prova documentale della violazione contestata.
1.2. Del tutto generica è, poi, la censura del trattamento sanzionatorio
che il ricorrente indica erroneamente nella multa di euro quindicimila,
mentre all’imputato è stata irrogata l’ammenda di euro seimila senza
concessione delle attenuanti generiche, in ragione dei richiamati precedenti
penali per illecita detenzione di sostanze stupefacenti, lesioni personali in
concorso e resistenza a pubblico ufficiale.

2. Alla dichiarazione di inammissibilità consegue, ai sensi dell’art. 616,
comma 1, cod. proc. pen., la condanna del ricorrente al pagamento delle
spese processuali e, in mancanza di elementi atti ad escludere la colpa nella
determinazione della causa di inammissibilità (Corte Cost., sent. n. 186 del
2000), anche la condanna al versamento a favore della cassa delle
ammende di una sanzione pecuniaria che pare congruo determinare, tra il
minimo ed il massimo previsti, in euro mille.

1

2. Avverso la predetta sentenza ha proposto ricorso per cassazione il

…ui3TE SUPREMA DI CASSAZIONE
Sezione VII Penale
ORDINANZA N.
P. Q. M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento
delle spese processuali e al versamento della somma di mille euro alla cassa
delle ammende.

Così deciso il 20/05/2015.

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