Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 49035 del 20/05/2015


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 49035 Anno 2015
Presidente: VECCHIO MASSIMO
Relatore: MAZZEI ANTONELLA PATRIZIA

Data Udienza: 20/05/2015

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
ROVITO FRANCO CARMINE N. IL 02/12/1963
avverso la sentenza n. 2770/2013 CORTE APPELLO di
CATANZARO, del 29/04/2014
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. ANTONELLA
PATRIZIA MAZZEI;

JP,

Ct

RITENUTO IN FATTO

1. Con sentenza pronunciata il 29 aprile 2014 la Corte di appello di
Catanzaro ha confermato la sentenza del Tribunale di Paola, in data 25
giugno 2013, con la quale Rovito Franco Carmine era stato condannato alla
pena di cinque mesi di arresto per i reati, unificati nella continuazione

(rectius: in concorso formale tra loro) previsti dall’art. 9, primo comma,
legge 27 dicembre 1956, n. 1423, e dall’art. 116, comma 13, C.d.S.,

pubblica sicurezza, aveva violato la prescrizione di vivere onestamente e
rispettare le leggi, ponendosi alla guida dell’autovettura Lancia Y, targata
CY203YY, in Lago, il 31 luglio 2009, senza la patente di guida perché
revocatagli.

2. Avverso la predetta sentenza ha proposto ricorso per cassazione il
Rovito personalmente, il quale, con unico motivo, denuncia la mancanza e

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manifesta illogicità della motivazione(

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CONSIDERATO IN DIRITTO

1. Il ricorso è puramente assertivo, poiché si risolve nella mera
enunciazione del preteso vizio motivazionale, senza confrontarsi
minimamente con la motivazione della sentenza im ugnata, ttg 0t4Q4
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Il requisito della specificità dei motivi trova la sua ragione di essere
nella necessità di porre il giudice dell’impugnazione in grado di individuare i
punti e i capi del provvedimento impugnato oggetto delle censure: inerisce
al concetto stesso di “motivo” di impugnazione l’individuazione di questi
punti ai quali la censura si riferisce (Cass., Sez. IV, 6 aprile 2004, rv.
228926). Si tratta di un requisito espressione di un’esigenza di portata
generale, che implica, a carico della parte, non solamente l’onere di dedurre
le censure che intende muovere a uno o più punti determinati della
decisione, ma anche quello di indicare, in modo chiaro e preciso, gli
elementi che sono alla base delle censure medesime, al fine di consentire al
giudice dell’impugnazione di individuare i rilievi mossi e di esercitare

il

proprio sindacato (Cass., Sez. IV, 19 febbraio 2003, rv. 224659; Cass., Sez.
IV, 1 aprile 2004, rv. 228586).

perché, sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale di

Discende l’inammissibilità del ricorso per genericità del motivo, ai sensi
del combinato disposto degli artt. 591, primo comma, lett. b), e 581, lett.
c), cod. proc. pen.

2. Alla dichiarazione di inammissibilità, che preclude la rilevanza della
prescrizione della contravvenzione di cui all’art. 116, comma 13, C.d.S.,
compiutasi solo dopo la pronuncia della sentenza impugnata (conforme:
Sez. U, n. 32 del 22/11/2000, dep. 21/12/2000, De Luca, Rv. 217266),

ricorrente al pagamento delle spese processuali e, in mancanza di elementi
atti ad escludere la colpa nella determinazione della causa di
inammissibilità (Corte Cost., sent. n. 186 del 2000), anche la condanna al
versamento a favore della cassa delle ammende di una sanzione pecuniaria
che pare congruo determinare, tra il minimo ed il massimo previsti, in euro
mille.

P. Q. M.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento
delle spese processuali e al versamento della somma di mille euro alla cassa
delle ammende.
Così deciso il 20/05/2015.

consegue, ai sensi dell’art. 616, comma 1, cod. proc. pen., la condanna del

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