Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 48844 del 24/11/2015


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Penale Sent. Sez. 4 Num. 48844 Anno 2015
Presidente: D’ISA CLAUDIO
Relatore: PICCIALLI PATRIZIA

Data Udienza: 24/11/2015

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
DE PACE LUIGI FILIPPO ANTONIO N. IL 08/05/1962
avverso la sentenza n. 13/2002 GIUDICE DI PACE di POTENZA, del
11/12/2002
sentita la r azione fatta dal Consigliere pptt. PATRIZIA PICCIALLI;
lette/sptfle le conclusioni del PG Dott. ri
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Ritenuto in fatto

DE PACE Luigi Filippo Antonio propone, tramite difensore, ricorso per cassazione,
depositato in data 18 dicembre 2014, chiedendo di essere restituito in termini per
proporre ricorso avverso la sentenza del giudice di pace di Potenza / in data 11 dicembre
2002, che lo ha riconosciuto responsabile del reato di guida in stato di ebbrezza e lo ha
condannato alla pena di euro 516,00 di ammenda.

dicembre 2014, a seguito della comunicazione ricevuta dalla società CONSIP,
nell’ambito della procedura concorsuale indetta dal Ministero della Giustizia a cui aveva
fatto domanda di partecipazione la società, di cui il De Pace è legale rappresentante.

A sostegno della istanza si deduce che, pur essendo a conoscenza del procedimento
penale, non aveva avuto conoscenza della sentenza penale di condanna, che non gli era
mai stata notificata, essendo la notifica dell’estratto contumaciale non andata a buon
fine. La notifica era stata eseguita nei confronti del difensore di fiducia ex art. 161,
comma 4, c.p.p. pur in mancanza di elezione di domicilio presso il suo studio.

Considerato in diritto

Il ricorso è infondato, in conformità alle conclusioni del Procuratore generale in sede.

L’art. 175 c.p.p., comma 2, nell’assetto testuale conferitogli dalle modifiche apportate
col D.L. 21 febbraio 2005, n. 17, convertito con modificazioni nella L. 22 aprile 2005, n.
60, riconosce all’imputato giudicato in contumacia il diritto alla restituzione nel termine
per impugnare, se non risulti provato – eventualmente in esito ad “ogni necessaria
verifica” – che abbia avuto conoscenza effettiva del procedimento o del provvedimento
emesso a suo carico.

La giurisprudenza di legittimità ha chiarito che l’effettiva conoscenza del procedimento
va riferita alla conoscenza dell’accusa contenuta in un provvedimento formale di vocatio
in iudicium, solo in tal caso potendo ritenersi volontaria la rinuncia a comparire ( v. in

tal senso Sezione V,10 febbraio 2011, n.24585, Jovanovich ed i riferimenti in essa
contenuti).

Nel caso in esame non è giuridicamente apprezzabile il difetto di conoscenza del
ricorrente né del procedimento né del provvedimento emesso a suo carico.

2

Il ricorrente sostiene di essere venuto a conoscenza di tale condanna solo in data 10

Sotto il primo profilo emerge dallo stesso ricorso che il De Pace, per sua stessa
ammissione, fosse a conoscenza del procedimento proprio in relazione al fatto per cui è
intervenuta sentenza di condanna.

Per quanto si riferisce alla conoscenza del provvedimento, può indubbiamente ritenersi
consolidato il principio secondo cui la notificazione di un atto all’imputato, che non sia
possibile presso il domicilio eletto per il mancato reperimento, nonostante l’assunzione
di informazioni sul posto e presso l’ufficio anagrafe, del domiciliatario, che non risulti

difensore e non mediante deposito nella casa comunale con i correlati avvisi, perché
detta situazione si risolve in un caso di inidoneità dell’elezione di domicilio ( v. Sezioni
unite, 28 aprile 2011, Pedicone, rv. 250120).

Anche successivamente alla sentenza sopra indicata è stato ulteriormente ribadito che
l’impossibilità della notificazione al domicilio dichiarato o eletto, che ne legittima
l’esecuzione presso il difensore di fiducia secondo la procedura prevista dall’art. 161
comma 4, c.p.p., può essere integrata anche dalla temporanea assenza dell’imputato al
momento dell’accesso

A ciò va aggiunto che / nella ipotesi in cui l’imputato contumace abbia nominato un
difensore fiduciario, come nel caso in esame, non può ravvisarsi quella sorta di
presunzione di non conoscenza della pendenza del procedimento che caratterizza la
disciplina della restituzione nel termine per impugnare la sentenza contumaciale; e ciò
non perché operi una presunzione legale in senso contrario, ma perché si è in presenza
di un “fatto concreto e specifico” di per sè idoneo a provare la conoscenza, da parte
dell’imputato, del procedimento o della sentenza secondo una regola di comune
consolidata esperienza, anche alla luce dei principi desumibili dal codice deontologico
forense (Delib. Consiglio nazionale Forense del 12 giugno 2008), che obbligano il
difensore di fiducia a informare l’assistito dello svolgimento del processo e del
compimento degli atti salienti tra i quali si colloca sicuramente l’impugnazione (v. ,
Sezione VI, 2.dicennbre 2009 n. 66, Condello, rv 245343).

Esiste/ dunque? quel “fatto concreto e specifico”, rappresentato dalla nomina del
difensore di fiducia, che, in difetto di un’esplicita comunicazione dell’avvenuta
interruzione di ogni rapporto tra difensore e assistito, contraddice la presunta
inconsapevolezza del contumace sia sul punto della pendenza del procedimento e della
sentenza pronunciata sia sul punto dei mezzi di impugnazione esperiti.

3

risiedere o abitare in quel Comune, deve essere eseguita mediante consegna al

Partendo da queste premesse di fatto, deve ritenersi corretta la decisione del giudice di
merito che ha escluso il difetto di conoscenza della sentenza di condanna da parte del Di
Pace, in assenza di ogni elemento di segno contrario.

Il ricorso, pertanto. deve essere rigettato con la condanna del ricorrente ex art. 616
c.p.p.al pagamento delle spese processuali.

Rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali.
Così deciso in data 24 novembre 2015

Il Consigliere estensore

Il Presidente

P.Q.M.

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