Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 48628 del 05/11/2015


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 48628 Anno 2015
Presidente: PAOLONI GIACOMO
Relatore: PAOLONI GIACOMO

ORDINANZA
sul ricorso proposto da
BARTOLOMUCCI Maria, nata a Napoli il 03/08/1976,
avverso la sentenza del 31/03/2015 della Corte di Appello di Napoli;
udita la relazione del presidente Giacomo Paoloni.

FATTO E DIRITTO

Con ricorso personale Maria Bartolomucci ha impugnato per cassazione l’indicata
sentenza della Corte di Appello di Napoli che ha confermato la decisione resa, all’esito di
giudizio abbreviato, dal g.u.p. di Tribunale di Napoli, con cui è stata riconosciuta
colpevole del delitto di illecita detenzione per finalità commerciali di sostanza
stupefacente del tipo cocaina (caduta in sequestro sostanza idonea alla formazione di
458 singole dosi droganti per medio assuntore) e l’ha condannata alla pena, in concorso
di generiche circostanze attenuanti, di tre anni e otto mesi di reclusione ed euro 16.000
di multa.
Con il ricorso si censura la decisione di secondo grado per asserito difetto di
motivazione in ordine al tema sanzionatorio, i giudici di appello essendosi limitati a
richiamare per relationem la prima sentenza di condanna, omettendo di affrontare i

Data Udienza: 05/11/2015

rilievi formulati con l’appello sull’eccessiva afflittività della sanzione inflitta alla
prevenuta.
Con nota a sua firma in data 10.8.2015, depositata presso l’ufficio matricola
(mod. IP1) della casa circondariale di Napoli-Pozzuoli ove trovasi attualmente ristretta,
la ricorrente ha comunicato di rinunciare “espressamente” alla proposta impugnazione.
La dichiarata esplicita volontà di rinuncia della ricorrente al ricorso deve
considerarsi efficace per gli effetti di cui all’art. 589, comma 3, c.p.p., stante al riguardo

questi ritualmente trasmessa alla Corte di cassazione (cfr.: Sez. 1, n. 32155 del
19/06/2013, Palumbo, Rv. 256508; Sez. 6, n. 23848 del 11/04/2013, Serrano Caceres,
Rv. 255671).
L’enunciata volontà abdicativa del mezzo di impugnazione impone, ai sensi degli
artt. 589 e 591, comma 1-lett. d), c.p.p., la declaratoria di inammissibilità del ricorso,
cui segue ope legis la condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali e
di una somma da destinarsi alla cassa delle ammende, che stimasi equo determinare in
misura di euro 500 (cinquecento).
P. Q. M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento delle
spese processuali e al versamento della somma di cinquecento euro alla cassa delle
ammende.
Roma, 5 novembre 2015
Il Presidente estensore
Giacomo Paoloni

la piena validità processuale riconoscibile alla rinuncia personale dell’imputato e da

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