Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 48565 del 05/11/2015


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 48565 Anno 2015
Presidente: PAOLONI GIACOMO
Relatore: VILLONI ORLANDO

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
MARTORANA GIUSEPPE N. IL 23/03/1989
avverso la sentenza n. 1784/2014 GIUDICE UDIENZA
PRELIMINARE di PISTOIA, del 17/04/2015
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. ORLANDO VILLONI;

Data Udienza: 05/11/2015

Motivi della decisione
Con la sentenza indicata in epigrafe il GUP del Tribunale di Pistoia, su richiesta dell’imputato
concordata con il PM, ha applicato a Martorana Giuseppe ai sensi dell’art. 444 cod. proc. pen.
le pene rispettive di due mesi di reclusione ed C 2.000,00 di multa per il reato di cessione di
sostanze stupefacenti del tipo marijuana (art. 73, comma 1 d.P.R. n. 309 del 1990) e di tre
mesi di reclusione ed C 3.000,00 di multa per quello di detenzione di materiale esplodente (art.
2 I. n. 895 del 1967), ritenuta la continuazione con altri reati separatamente giudicati in forza
di sentenza già irrevocabile.

Tanto premesso, si osserva che l’impugnazione si rivela inammissibile per manifesta infondatezza, atteso che il giudice, nell’applicare la pena concordata, si è conformato alle indicazioni di
questa Corte regolatrice e adeguandosi a quanto contenuto nell’accordo tra le parti ed esplicitando l’effettuazione dei controlli a lui demandati, ha soddisfatto in maniera adeguata all’obbligo di motivazione, calibrato in rapporto alla speciale natura dell’accertamento in sede di applicazione della pena su richiesta delle parti (Cass. Sez. U del 27/03/1992, Di Benedetto; Sez.
U del 27/09/1995, Serafino; Sez. U del 25/11/1998, Messina).
Alla dichiarazione d’inammissibilità dell’impugnazione segue, come per legge, la condanna del
ricorrente al pagamento delle spese processuali ed al versamento di una somma in favore della
cassa delle ammende, che stimasi equo quantificare in C 1.500,00 (millecinquecento).

P. Q. M.

dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali
e della somma di -1.500,00 (millecinquecento) in favore della cassa delle ammende.
Roma, 5 nove bre 2015

Contro la sentenza ha proposto ricorso per cassazione l’imputato, deducendo vizio di motivazione riguardo alle ragioni che non hanno consentito il proscioglimento ai sensi dell’art. 129
cod. proc. pen.

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