Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 48526 del 05/11/2015


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 48526 Anno 2015
Presidente: PAOLONI GIACOMO
Relatore: VILLONI ORLANDO

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
SAHIB EL MOSTAFA N. IL 30/08/1971
avverso la sentenza n. 4680/2014 GIP TRIBUNALE di VERONA, del
30/01/2015
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. ORLANDO VILLONI;

Data Udienza: 05/11/2015

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Motivi della decisione
Con la sentenza indicata in epigrafe il GIP del Tribunale di Verona, su richiesta dell’imputato
concordata con il PM, ha applicato a Sahib El Mostafa ai sensi dell’art. 444 cod. proc. pen. la
pena di quattro mesi di reclusione ed C 1.000,00 di multa per il reato di cessione di sostanze
stupefacenti del tipo cocaina, ritenuta l’ipotesi del fatto di lieve entità di cui all’art. 73 comma 5
d.P.R. n. 309 del 1990.

Tanto premesso, si osserva che l’impugnazione si rivela inammissibile per manifesta infondatezza, atteso che il giudice, nell’applicare la pena concordata, si è conformato alle indicazioni di
questa Corte regolatrice e adeguandosi a quanto contenuto nell’accordo tra le parti ed esplicitando l’effettuazione dei controlli a lui demandati, ha soddisfatto in maniera adeguata all’obbligo di motivazione, calibrato in rapporto alla speciale natura dell’accertamento in sede di applicazione della pena su richiesta delle parti (Cass. Sez. U del 27/03/1992, Di Benedetto; Sez.
U del 27/09/1995, Serafino; Sez. U del 25/11/1998, Messina).
Alla dichiarazione d’inammissibilità dell’impugnazione segue, come per legge, la condanna del
ricorrente al pagamento delle spese processuali ed al versamento di una somma in favore della
cassa delle ammende, che stimasi equo quantificare in C 1.500,00 (millecinquecento).

P. Q. M.

dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali
e della somma di C 1.500,00 (millecinquecento) in favore della cassa delle ammende.
Roma, 5 novembr 2015

Contro la sentenza ha proposto ricorso per cassazione l’imputato, deducendo vizio di motivazione riguardo alle ragioni che non hanno consentito di accertare la sussistenza di cause di non
punibilità ai sensi dell’art. 129 cod. proc. pen.

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