Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 48501 del 05/11/2015


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 48501 Anno 2015
Presidente: PAOLONI GIACOMO
Relatore: CAPOZZI ANGELO

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
CERVATI CARMELO ANDREA N. IL 21/11/1949
avverso la sentenza n. 1218/2010 CORTE APPELLO SEZ.DIST. di
TARANTO, del 12/02/2015
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. ANGELO CAPOZZI;

Data Udienza: 05/11/2015

19700/15
MOTIVI DELLA DECISIONE

Il ricorrente deduce:
– Violazione dell’art. 581 c.p.p. rispetto alla declaratoria di inammissibilità del principale
motivo di doglianza.
Violazione dell’art. 192 c.p.p. e vizio della motivazione essendosi desunta la presenza di
droga dalle emergenze di altri procedimenti ed attribuendo natura metaforica ad
espressioni («mobili» e «macchine») captate senza tener conto della effettiva
attività dell’imputato, occupato in negozio di mobili ed intermediario per l’acquisto di
autovetture.
– In ogni caso si serebbe dovuto applicare l’indulto ex I. n. 241/2006 limitatamente alla
pena di anni tre di reclusione e d euro 10.000 di multa.
Il ricorso si rivela inammissibile.
Il primo motivo è manifestamente infondato rispetto al corretto rilievo operato dalla Corte circa
la genericità del principale motivo di doglianza del tutto privo di un confronto con la
motivazione della sentenza appellata.
Il secondo motivo è inammissibile in quanto non oggetto di motivo di appello.
La applicazione del condono, non oggetto di istanza in appello, è materia da devolvere al
giudice dell’esecuzione.
All’inammissibilità dell’impugnazione segue, come per legge, la condanna del ricorrente al
pagamento delle spese processuali ed al versamento di una somma in favore della cassa delle
ammende, che stimasi equo quantificare in euro 1.000,00 (mille).
P. Q. M.
dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali
e della somma di Euro 1.000,00 (mille) in favore della cassa delle ammende.
Roma, 5.11.2015
Il consigliere estensore
Angelo Capozzi

Il Presidente
G iacomoiPaoloni

L’imputato CERVATI Carmelo Andrea ricorre, personalmente ed a mezzo del difensore, contro
l’indicata sentenza della Corte d’Appello di Lecce sez. dist. Taranto che ha confermato quella
emessa dal locale Tribunale in data 19.5.2010, appellata dallo stesso imputato, riconosciuto
responsabile in ordine al reato di cui all’art. 81,110 c.p., 73 co. 1 d.P.R. n. 309/90 e
condannato a pena di giustizia.

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