Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 48256 del 26/11/2015


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Penale Sent. Sez. 4 Num. 48256 Anno 2015
Presidente: BRUSCO CARLO GIUSEPPE
Relatore: DELL’UTRI MARCO

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
Veneziani Carlo n. il 15/4/1944
avverso la sentenza n. 2387/2014 pronunciata dalla Corte d’appello di
Brescia il 13/10/2014;
visti gli atti, la sentenza e il ricorso;
udita nell’udienza pubblica del 26/11/2015 la relazione fatta dal Cons.
dott. Marco Dell’Utri;
udito il Procuratore Generale, in persona del dott. A. Gialanella, che ha
concluso perb.d4etiTar-332-itgelil rigetto del ricorso.

Data Udienza: 26/11/2015

RITENUTO IN FATTO
1. Con sentenza resa in data 13/10/2014, la corte d’appello di Brescia ha integralmente confermato la decisione in data 3/12/2013 con la quale il tribunale
di Mantova ha condannato Carlo Veneziani alla pena di giustizia in relazione al
reato di guida in stato di ebbrezza alcolica, commesso in Villimpenta, il
5/12/2009.

2. Avverso tale sentenza, ha proposto ricorso per cassazione l’imputato, do-

la corte territoriale nel ritenere tardiva la proposizione dell’eccezione di nullità
della notificazione del decreto di giudizio immediato, nella specie non rispettosa
del termine di comparizione concesso all’imputato.

CONSIDERATO IN DIRITTO
3. Il ricorso è fondato.
La censura sollevata dall’odierno ricorrente con riguardo all’inosservanza dei
termini previsti dalla legge per la comparizione dell’imputato (ossia dei termini
intercorrenti tra la data di notificazione del decreto di citazione a giudizio e la data fissata per la celebrazione di questo) deve ritenersi fondata, avendo la corte
territoriale erroneamente ritenuto che la dichiarazione di apertura del dibattimento fosse stata formalmente compiuta all’udienza del 17/6/2013, laddove tale
formalità risulta compiuta solo all’udienza del 3/12/2013, dopo l’avvenuta sollevazione, da parte della difesa dell’imputato, dell’eccezione di nullità relativa al
decreto di citazione a giudizio (cfr. i verbali relativi alle ridette udienze del
17/6/2013 e del 3/12/2013).
Al riguardo, questa corte ha già più volte avuto modo di sottolineare come
l’inosservanza del termine di comparizione dell’imputato non costituiscp t una nullità assoluta (che si determina ai sensi dell’art. 178 c.p.p., lett. c) e art. 179
c.p.p., n. 1, ultima parte, in caso di omessa citazione dell’imputato), bensì una
nullità relativa che deve ritenersi sanata qualora non venga eccepita entro i termini di cui all’art. 181 c.p.p. (Sez. 6, Sentenza n. 39021 del 15/04/2013, Rv.
257098; Sez. 5, Sentenza n. 46965 del 25/09/2009, Rv. 245382; Sez. 6, Sentenza n. 34629 del 27/06/2008, Rv. 240704), dovendo dunque ritenersi preclusa, a norma dell’art. 491 co. 1, c.p.p., solo nel caso in cui non sia proposta subito dopo compiuto per la prima volta l’accertamento della costituzione delle parti.
Nel caso di specie, l’eccezione in esame (come risulta dal relativo verbale) è
stata sollevata dalla difesa dell’imputato all’udienza del 3/12/2013, prima della
formale dichiarazione di apertura del dibattimento e dunque subito dopo il compimento per la prima volta dell’accertamento della costituzione delle parti.

2

lendosi del vizio di motivazione e della violazione di legge in cui sarebbe incorsa

La tempestività dell’eccezione in esame, nel precludere la sanatoria della
nullità del decreto di citazione a giudizio (in ragione dell’inosservanza dei termini
di comparizione) impone il rilievo della nullità derivata di tutti i successivi atti del
procedimento, con il conseguente annullamento senza rinvio di entrambe le sentenze di merito con la trasmissione degli atti al primo giudice ai fini della celebrazione del giudizio di primo grado.

P.Q.M.

ta e quella di primo grado e dispone trasmettersi gli atti al tribunale di Mantova
per la celebrazione del giudizio di primo grado.
Così deciso in Roma, nella camera di consiglio del 26/11/2015.

La Corte Suprema di Cassazione, annulla senza rinvio la sentenza impugna-

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