Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 482 del 25/10/2013


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 482 Anno 2014
Presidente: FIALE ALDO
Relatore: AMORESANO SILVIO

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
CANNARIATO SALVATORE N. IL 03/09/1971
avverso la sentenza n. 3243/2011 CORTE APPELLO di PALERMO,
del 14/03/2013
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. SILVIO AMORESANO;

Data Udienza: 25/10/2013

Ritenuto:
– che la Corte d’appello di Palermo con sentenza del 14/03/2013 ha confermato la sentenza del
Tribunale di Palermo in data 02/02/2011, con la quale Cannariato Salvatore era stato dichiarato
colpevole dei reati: a) di cui all’art. 171 ter lett. c) della L. n. 633/1941; b) di cui all’art. 648 c.p., a
lui ascritti per avere esposto in vendita numerosi CD e DVD contenenti opere tutelate dal diritto
d’autore abusivamente riprodotte, nonché avere ricevuto i predetti supporti magnetici conoscendone
l’illecita provenienza, e condannato alla pena di mesi otto, giorni venti di reclusione ed € 1.800,00

quotidiani con quella della pubblicazione su sito internet;
– che i giudici di merito hanno valorizzato, ai fini dell’affermazione di responsabilità, il complessivo
materiale probatorio acquisito agli atti processuali ed, in particolare, la corte territoriale ha rigettato
i motivi di gravame con i quali l’appellante aveva sostenuto di non avere avuto conoscenza della
illecita provenienza dei supporti informatici;
– che avverso detta sentenza ha proposto ricorso per cassazione l’imputato, il quale, denunziando
vizi di motivazione, ripropone la medesima questione già sottoposta all’esame dei giudici di merito;
– che le censure concernenti la valutazione delle risultanze probatorie, con riferimento
all’accertamento della consapevolezza da parte dell’imputato della provenienza illecita dei supporti
magnetici esposti in vendita, non sono proponibili nel giudizio di legittimità, quando la struttura
razionale della decisione sia sorretta, come nella specie, da logico e coerente apparato
argomentativo, esteso a tutti gli elementi offerti dal processo, e il ricorrente si limiti sostanzialmente
a sollecitare, peraltro genericamente, la rilettura del quadro probatorio e, con essa, il riesame nel
merito della sentenza impugnata;
– che il ricorso va dichiarato inammissibile con le conseguenze di legge;
P. Q. M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese del
procedimento, nonché della somma di € 1.000,00 alla cassa delle ammende.
Così deliberato in camera di consiglio il 25.10.2013.

di multa; la Corte, però, ha sostituito la pena accessoria della pubblicazione della sentenza su due

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