Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 48 del 02/12/2016


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Penale Sent. Sez. 1 Num. 48 Anno 2017
Presidente: MAZZEI ANTONELLA PATRIZIA
Relatore: ESPOSITO ALDO

Data Udienza: 02/12/2016

SENTENZA
sul conflitto di competenza sollevato da:
GIP TRIBUNALE CASSINO
nei confronti di:
TRIBUNALE CASSINO
con l’ordinanza n. 3069/2015 GIP TRIBUNALE di CASSINO, del 09/06/2016
udita la relazione fatta dal Consigliere dott. Aldo Esposito;
udite le conclusioni del Procuratore generale, in persona del dott. Luigi Birritteri,
che chiedeva dichiararsi la competenza del Tribunale di Cassino;

2
RITENUTO IN FATTO

1. Con ordinanza del 01/06/2016 il Tribunale di Cassino dichiarava la nullità del
decreto di giudizio immediato per omessa notificazione all’imputato e disponeva la
trasmissione degli atti al G.I.P. del medesimo ufficio affinché provvedesse alla rinotifica dell’atto introduttivo del giudizio ai sensi dell’art. 552, comma 3, cod. proc.

2. Con ordinanza del 09/06/2016 il G.I.P. del Tribunale di Cassino sollevava conflitto negativo di competenza, rilevando che l’incombenza della rinotifica dell’atto introduttivo del giudizio spettava al giudice del dibattimento ai sensi dell’art. 132
disp. att. cod. proc. pen..

CONSIDERATO IN DIRITTO

1. Sussiste il conflitto denunciato, in quanto entrambi i giudici ricusano di procedere alla rinnovazione della notificazione dell’atto la cui nullità è stata rilevata e dichiarata dal Tribunale.

2. Questa Corte ha ripetutamente affermato, con orientamento costante (e ribadito anche di recente), il principio per cui nel caso di nullità, per qualunque motivo,
della notificazione del decreto di giudizio immediato al difensore, deve trovare applicazione il disposto dell’art. 143 disp. att. cod. proc. pen., e spetta pertanto al
giudice del dibattimento il dovere di rinnovare la notificazione del decreto medesimo (Sez. 1, 10/09/2015 n. 37842, confl. comp in proc. Favuzza, non nnassimata;
Sez. 1, 27/06/2014 n. 39575, confl. comp. in proc. Usai, Rv. 260905), costituendo
la norma predetta attuazione di un principio di generale applicabilità nella fase del
giudizio, indipendentemente dalla natura, collegiale o monocratica, del giudice e dal
carattere, ordinario o speciale, del rito adottato, al fine di evitare un’ingiustificata
regressione del procedimento in tutti quei casi in cui il vizio rilevato non investa lo
stesso atto genetico del rapporto processuale.

3. Nel caso in esame, dallo stesso provvedimento con cui il Tribunale ha dichiarato la nullità emerge che essa discendeva dall’invalidità della notificazione della citazione a giudizio dell’imputato, e non da un vizio genetico del decreto che aveva disposto il giudizio immediato, e la notificazione del decreto di giudizio immediato doveva essere rinnovata al fine di sanare l’omissione riguardante l’imputato e di consentire la decorrenza del termine per l’esercizio della facoltà dell’imputato di chiedere un rito alternativo, nelle forme del giudizio abbreviato ai sensi dell’art. 458 cod.

pen..

3
proc. pen. (come emendato dalla sentenza C. Cost. n. 120 del 2002), o della richiesta di applicazione della pena (nei casi consentiti) concordata col pubblico ministero.
Incombeva pertanto al Tribunale disporre la rinnovazione della notifica del decreto, così che il provvedimento di restituzione degli atti al giudice per le indagini preliminari – pur non integrando un atto abnorme, non determinando alcuna stasi del
procedimento, in quanto il G.I.P. avrebbe potuto disporre direttamente la rinnova-

ni, Rv. 243590) – risulta illegittimo perché emesso in violazione dell’art. 143 disp.
att. cod. proc. pen., con conseguente individuazione nel Tribunale del giudice competente a provvedere, al quale devono essere trasmessi gli atti.

4. La soluzione raggiunta non pregiudica il diritto dell’imputato di accedere a un
eventuale rito alternativo, formulando la relativa richiesta nel termine di quindici
giorni decorrenti dalla nuova notificazione del decreto di giudizio immediato che sarà ordinata dal Tribunale, nel qual caso gli atti dovranno essere trasmessi al G.I.P.
quale giudice funzionalmente competente alla relativa trattazione, restando altrimenti ferma la competenza del Tribunale per la celebrazione del giudizio nelle ordinarie forme dibattimentali.

P. Q. M.

Dichiara la competenza del Tribunale di Cassino, cui dispone trasmettersi gli atti.
Così deciso in Roma il 2 dicembre 2016.

zione della notificazione sanando il vizio relativo (Sez. U, 26/03/2009 n. 25957, To-

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