Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 47798 del 19/11/2015


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Penale Sent. Sez. 2 Num. 47798 Anno 2015
Presidente: GENTILE MARIO
Relatore: GALLO DOMENICO

SENTENZA

Sul ricorso proposto da
Basile Rosario, nato a Messina il 9/11/1976
avverso la sentenza 27/3/2015 della Corte d’appello di Messina, sezione
penale;
visti gli atti, il provvedimento impugnato ed il ricorso;
udita la relazione svolta dal consigliere Domenico Gallo;
udito il Pubblico Ministero in persona del Sostituto Procuratore generale,
Paola Filippi, che ha concluso per l’inammissibilità del ricorso
udito per l’imputato, l’avv. Domenico Gangemi, che ha concluso per
raccoglimento del ricorso;

RITENUTO IN FATTO

1.

Con sentenza in data 27/3/2015, la Corte di appello di Messina, in

parziale riforma della sentenza del Tribunale di Messina, in data 19/2/2010,
dichiarava non doversi procedere nei confronti di Stefano Maria per morte
dell’imputata e, concesse le attenuanti generiche, riduceva la pena inflitta a
Basile Rosario per il reato di truffa in concorso, rideterminandola in mesi sei

1

Data Udienza: 19/11/2015

di reclusione ed C. 100,00 di multa.

2.

Avverso tale sentenza propone ricorso l’imputato per mezzo del suo

difensore di fiducia, sollevando tre motivi di gravame con i quali deduce:
2.1

Vizio della motivazione e violazione di legge in relazione alla ritenuta

responsabilità dell’imputato. Al riguardo si duole di motivazione apparente
e deduce che la Corte non ha considerato che al momento dell’intervento

147 di proprietà della madre Stefano Maria, mentre a bordo della BMW di
sua proprietà si trovava il permesso originale. Eccepisce quindi che non può
essere a lui ascritta la condotta di duplicazione del permesso e l’utilizzo
dello stesso per la sosta nella ZTL.
2.2

Vizio della motivazione per travisamento della prova. Al riguardo

eccepisce che la condanna del ricorrente sarebbe fondata su una prova che
in atti non esiste in quanto il fatto avvenne mentre il Basile si trovava a
Venezia per motivi di studio. Deduce inoltre che nella fattispecie non
sussisterebbe l’ingiusto profitto in quanto le multe per il parcheggio non
autorizzato inflitte dal Comune di Messina vennero annullate dal Giudice di
pace, che dichiarò illegittime le zone ZTL ed illegittimo il divieto di sosta.
2.3

Violazione del principio di correlazione fra l’accusa e la sentenza in

quanto mentre nell’imputazione veniva contestato l’ingiusto profitto
derivante dal non aver corrisposto il pedaggio per il parcheggio delle
suddette autovetture in ZTL, nella sentenza si dà atto che l’ingiusto profitto
consisterebbe nel contemporaneo parcheggio delle due autovetture nella
ZTL.

CONSIDERATO IN DIRITTO

1.

Il ricorso è fondato.

2.

La motivazione della sentenza impugnata in ordine al concorso del

Basile nella condotta illecita contestata è meramente apparente. Al riguardo
la Corte si limita a dire che «gli artifici e raggiri posti in essere si ricavano
dalla complessiva condotta dell’imputato, descritta dai testimoni escussi e
provata, inoltre, dalla documentazione depositata».

2

dei Vigili urbani il permesso duplicato si trovava a bordo dell’Alfa Romeo

3.

In realtà dalla motivazione della sentenza della Corte territoriale non

si evince quale sia la condotta posta in essere dal Basile, posto che la
condotta materiale di illecita duplicazione del contrassegno per l’accesso ed
il parcheggio nella ZTL (mediante fotocopiatura) risulta effettuata dalla
madre (coimputata) del Basile, come dalla stessa espressamente
confessato, mentre dalla documentazione in atti risulta che a bordo della

4.

La Corte territoriale non fornisce alcun elemento da cui si possa

dedurre il concorso del Basile nel fatto materiale commesso dalla di lui
madre, trincerandosi dietro una formula apodittica. Di conseguenza la
sentenza impugnata deve essere annullata con rinvio alla Corte d’appello di
Reggio Calabria per nuovo giudizio.

P.Q.M.

Annulla la sentenza impugnata con rinvio alla Corte d’appello di Reggio
Calabria per nuovo giudizio.
Così deciso, il 19 novembre 2015

Il Consigliere estensore

Il Presidente

BMW di proprietà del Basile venne rinvenuto il contrassegno originale.

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