Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 476 del 25/10/2013


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 476 Anno 2014
Presidente: FIALE ALDO
Relatore: SARNO GIULIO

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
CARUSO RITA MARIA N. IL 08/05/1961
avverso la sentenza n. 2159/2011 CORTE APPELLO di CATANIA, del
05/06/2012
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. GIULIO SARNO;

Data Udienza: 25/10/2013

Caruso Rita propone ricorso per cassazione avverso la sentenza in epigrafe con la quale in data
5 giugno 2012, la corte di appello di Catania, previo riconoscimento delle circostanze
attenuanti generiche, ha ridotto la pena a lei inflitta dal tribunale della medesima città, sezione
di Paternò, alla data del 15 marzo 2011, per i reati di cui agli articoli 44 lettera b); 93, 94 e 95
d.p.r. 380/01 per la realizzazione di un vano mediante la parziale chiusura di un preesistente
terrazzino in zona sismica. Il fatto risulta accertato il 12 ottobre 2006.
Deduce la ricorrente in questa sede la violazione di legge assumendo che il reato era prescritto
al momento della decisione di appello; la mancanza di motivazione sulla responsabilità per il
fatto contestato e la palese illogicità di quest’ultima sulla valutazione delle risultanze
processuali.
Il ricorso è inammissibile in quanto manifestamente infondato in relazione alla prescrizione del
reato non temendo evidentemente conto la ricorrente dei periodi di sospensione di essa e
generico in relazione alle rimanenti doglianza oltre che manifestamente infondato avendo i
giudici di appello correttamente dato atto delle ragioni della condanna ed essendo pacifico nella
giurisprudenza della Corte che la trasformazione di un balcone o di un terrazzino, circondato da
muri perimetrali, in veranda, mediante chiusura a mezzo di installazione di pannelli di vetro su
intelaiatura metallica, non costituisce realizzazione di una pertinenza, nè intervento di
manutenzione straordinaria e di restauro, ma è opera soggetta a concessione edilizia ovvero
permesso di costruire (Sez. 3, Sentenza n. 35011 del 26/04/2007 Rv. 237532).
A mente dell’art. 616 c.p.p., alla declaratoria di inammissibilità consegue l’onere delle spese
del procedimento, nonché del versamento di una somma in favore della Cassa delle ammende,
fissata in via equitativa, in ragione dei motivi dedotti, nella misura di euro 1000.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento delle spese processuali,
nonché al versamento, in favore della Cassa delle ammende, della somma di euro 1000.
Così deciso, il giorno 25.10.2013

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