Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 47564 del 13/10/2015


Clicca qui per richiedere la rimozione dei dati personali dalla sentenza

Penale Sent. Sez. 5 Num. 47564 Anno 2015
Presidente: MARASCA GENNARO
Relatore: PISTORELLI LUCA

SENTENZA

sui ricorsi proposti dal difensore di:
Zanetti Achille, nato a Casaleone, il 23/5/1939;
Zanetti Moreno, nato a Nogara, il 31/7/1971;
Remondini Tosca Albina, nata a Nogara, il 14/3/1947;

avverso la sentenza del 3/3/2014 del Tribunale di Verona;
visti gli atti, il provvedimento impugnato ed il ricorso;
udita la relazione svolta dal Consigliere Dott. Luca Pistorelli;
udito il Pubblico Ministero in persona del Sostituto Procuratore generale Dott. Mario
Fraticelli, che ha concluso per l’annullamento senza rinvio limitatamente ai reati
oggetto della sentenza n. 70/2011 del Giudice di pace di Isola della Scala ed il rigetto
nel resto dei ricorsi.
RITENUTO IN FATTO

Data Udienza: 13/10/2015

1.Con la sentenza impugnata il Tribunale di Verona ha confermato, anche agli effetti
civili, la condanna di Zanetti Achille, Zanetti Moreno e Remondini Tosca Albina per i
reati di ingiuria e lesioni per come rispettivamente contestati e commessi ai danni di
Fusari Donano e Cavallaro Fernanda nel corso di una lite per motivi di vicinato.
2. Avverso la sentenza hanno proposto ricorso tutti gli imputati a mezzo del comune
difensore.
2.1 II ricorso proposto nell’interesse di Zanetti Achille articola cinque motivi con i quali

lamentando la mancata valutazione dell’attendibilità delle persone offese e del teste
Squinzani in riferimento alle obiezioni in tal senso avanzate con il gravame di merito, il
mancato accertamento dell’effettivo nesso di causalità tra l’azione dell’imputato e le
lesioni subite dalla Cavallaro, il mancato riconoscimento dell’esimente della
provocazione in relazione al reato di ingiuria e comunque in relazione al medesimo il
travisamento delle dichiarazioni della persona offesa.
2.2 Nell’interesse di Zanetti Moreno sono stati proposti due ricorsi. Con il primo,
relativo alla condanna per il reato di ingiuria commesso in concorso con il padre Achille,
vengono articolati due motivi con i quali il ricorrente propone le medesime censure
contenute nel ricorso del medesimo. Con il secondo, presentato anche nell’interesse
della madre Remondini Tosca Albina concorrente nell’ulteriore episodio di ingiuria per
cui è intervenuta condanna, vengono dedotti il difetto di offensività delle espressioni
attribuite agli imputati e nuovamente il mancato riconoscimento dell’esimente di cui
all’art. 599 c.p.

CONSIDERATO IN DIRITTO
1.Preliminarmente deve darsi atto che con memoria del 24 aprile 2015 il difensore di
Zanetti Achille e di Zanetti Moreno ha fatto pervenire il verbale in data 23 aprile 2015
di remissione della querela proposta da Fusari Donano nei confronti dei due imputati
per il reato di ingiuria commesso ai suoi danni (e cioè quello contestato nel proc.
R.G.N.R. 08/180 poi riunito in appello al procedimento ad oggetto i reati consumati ai
danni della Cavallaro) e di contestuale accettazione della stessa. Conseguentemente il
suddetto reato per cui è intervenuta condanna nei gradi di merito deve ritenersi estinto
ai sensi dell’art. 152 c.p. e la sentenza impugnata, limitatamente alle statuizioni
concernenti lo stesso, deve essere annullata senza rinvio con condanna dei querelati al
pagamento delle spese processuali in mancanza di diverse pattuizioni tra le parti.

2. Ciò premesso rimangono da esaminare il ricorso di Zanetti Achille nella parte relativa
ai reati commessi ai danni della Cavallaro e quello proposto congiuntamente da Zanetti
Moreno e dalla Remondini Tosca Albina che sono peraltro inammissibili.

deduce errata applicazione della legge penale e correlati vizi della motivazione,

2.1 n Tribunale ha ritenuto raggiunta la prova dei reati di ingiuria e lesioni
(quest’ultimo contestato come detto al solo Zanetti Achille) sulla base delle conformi
dichiarazioni della Cavallaro e del già citato Fusari, rilevando come le stesse abbiano
trovato riscontro, quanto al primo reato, in quelle del teste Squinziani e nelle stesse
ammissioni effettuate in proposito da Zanetti Achille e, con riguardo al secondo, anche
nelle risultanze del certificato medico e nelle fotografie attestanti le lesioni subite dalla
persona offesa.
2.2 La linea argomentativa così sviluppata è immune da qualsiasi caduta di

ricostruzione del fatto si risolve, per l’appunto, nella prospettazione di una lettura
soggettivamente orientata del materiale probatorio alternativa a quella fatta
motivatamente propria dal giudice di merito nel tentativo di sollecitare quello di
legittimità ad una rivisitazione degli elementi di fatto posti a fondamento della
decisione o all’autonoma adozione di nuovi e diversi parametri di ricostruzione e
valutazione dei medesimi, che invece gli sono precluse ai sensi della lett. e) dell’art.
606 c.p.p..
2.3 Non di meno le doglianze avanzate da Zanetti Achille con i primi tre motivi del suo
ricorso si risolvono nella denunzia del vizio di travisamento per omessa valutazione di
alcune risultanze processuali la cui prospettazione risulta generica nella misura in cui il
ricorrente si limita a riportare solo alcuni brani delle deposizioni che non sarebbero
state considerate dal Tribunale. In proposito va infatti ricordato, quanto alle condizioni
per cui può ritenersi assolto l’onere di indicazione posto dalla lett. e) dell’art. 606
c.p.p., che, qualora la prova omessa o travisata abbia natura dichiarativa, il ricorrente
ha l’onere di riportarne integralmente il contenuto, non limitandosi ad estrapolarne
alcuni brani, giacchè così facendo viene impedito al giudice di legittimità di apprezzare
compiutamente il significato probatorio delle dichiarazioni e, quindi, di valutare
l’effettiva portata del vizio dedotto (Sez. 4 n. 37982 del 26 giugno 2008, Buzi, rv
241023; Sez. F., n. 32362 del 19 agosto 2010, Scuto ed altri, Rv. 248141).
2.4 Generico è altresì il quarto motivo, comune anche al ricorso degli altri due imputati.
Ricordato che l’esimente della provocazione è applicabile anche nel caso in cui la
reazione dell’agente sia diretta nei confronti di persona diversa dal provocatore solo
quando quest’ultimo sia legato all’offeso da rapporti tali da giustificare la reazione
offensiva nei suoi confronti (Sez. 5, n. 12308/13 del 28 novembre 2012, Fusaro, Rv.
255183), i ricorrenti si sono limitati ad asserire che lo Squinziani (marito della
Cavallaro) li avrebbe provocati e che la persona offesa lo avrebbe supportato,
omettendo di indicare con la dovuta precisione gli atti processuali idonei a dimostrare
entrambe le circostanze (solo genericamente indicate nelle dichiarazioni rese dai due
Zanetti) che il Tribunale avrebbe trascurato di valutare.

consequenzialità logica, mentre il tentativo dei ricorrenti di prospettare una diversa

2.5 Venendo al residuo motivo del ricorso proposto nell’interesse di Zanetti Moreno e
Remondini Tosca Albina, lo stesso deve ritenersi manifestamente infondato e generico
nella misura in cui riduce la questione dell’offensività della condotta contestata agli
imputati a solo una delle espressioni utilizzate (“falliti”) per ingiuriare la Cavallaro,
estrapolandola dal contesto di una frase nel cui ambito assume invece non già l’asettico
significato “giuridico” attribuitogli dai ricorrenti e rivela l’effettivo intento di offendere i
destinatari della stessa.

limitatamente alla condanna dei due Zanetti per il reato commesso ai danni del Fusari
per essersi lo stesso estinto per l’intervenuta remissione della querela, con il
conseguente addebito delle spese del procedimento ai due imputati. Nel resto invece i
loro ricorsi come quello della Remondini devono essere rigettati e le residue spese del
procedimento poste a carico di ciascuno di essi.
P.Q.M.
Annulla senza rinvio la sentenza impugnata nei confronti di Zanetti Achille e Zanetti
Moreno limitatamente al reato di ingiuria ai danni di Fusari Donano di cui al
procedimento RGNR 08/180 per essere lo stesso estinto per intervenuta remissione di
querela. Pone a carico di ciascun querelato il pagamento delle spese del procedimento.
Rigetta nel resto i ricorsi di Zanetti Achille, Zanetti Moreno e Remondini Tasca Albina,
che condanna al pagamento delle spese del procedimento.
Così deciso il 13/10/2015

3. In definitiva la sentenza impugnata deve dunque essere annullata senza rinvio

Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

LEGGI ANCHE


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA