Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 47532 del 26/11/2015


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Penale Sent. Sez. 6 Num. 47532 Anno 2015
Presidente: PAOLONI GIACOMO
Relatore: CITTERIO CARLO

SENTENZA
sul ricorso proposto da:
SCURATO ALFREDO N. IL 03/10/1976
avverso l’ordinanza n. 42626/2014 TRIB. LIBERTA’ di CATANIA, del
13/07/2015
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. CARLO CITTERIO;
e/sentite le conclusioni del PG Dott.
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L

Udit i ifensor Avv.;

e

Data Udienza: 26/11/2015

38855/15 RG

1

RITENUTO IN FATTO
1. Alfredo Scurato ricorre avverso l’ordinanza con la quale il Tribunale di
Catania in data 18.3.15, quale Giudice del rinvio dopo la sentenza Sez.2 n.
52720/14 di questa Corte, in riforma di provvedimento GIP Caltagirone 8.5.14 ha
applicato nei suoi confronti la misura cautelare anche in relazione al capo F (capo

adeguandosi a precedente decisione del 1.12.14 pertinente lo stesso Scurato).

2. Unico il motivo di ricorso proposto nell’interesse di Scurato, con richiamo
contemporaneo a violazione di legge, illogicità della sentenza, erronea applicazione
della legge penale, art. 606 lett. b), c) e) c.p.p..
Secondo il ricorrente gli argomenti utilizzati nei suoi confronti sarebbero
generali e non appropriati alla sua specifica posizione, le conversazioni intercettate
sarebbero state richiamate acriticamente e solo “un paio” lo riguarderebbero, al più
essendo pertinenti al diverso capo T di estorsione, il tempo rilevante sarebbe
contenuto, i riscontri di una sua partecipazione consapevole mancherebbero.

RAGIONI DELLA DECISIONE
3. Il ricorso va dichiarato inammissibile, con la conseguente condanna del
ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 1000, equa
al caso, in favore della Cassa delle ammende.
Il Tribunale, quale Giudice del rinvio, ha specificamente evidenziato
conversazione che riguarda anche Scurato in cui si discute di specifiche e pertinenti
dinamiche tipicamente associative dall’interno del sodalizio, altre che attestano in
termini inequivoci il rapporto connotato da ruoli differenti e proprio di un contesto
certamente diverso dal mero concorso in reati continuati (che hanno un seguito
informativo mirato anche verso Scurato).
Il ricorso ignora questi dati, in un contesto organizzativo dove ciò che conta
non è la ‘quantità’ delle prove descritte ma l’argomentato, dal Tribunale, inequivoco
spaccato di esperienza associativa in atto cui Scurato partecipa con piena
consapevolezza. Con questo il ricorso avrebbe dovuto confrontarsi.

associativo), disponendo gli arresti domiciliari presso la sua abitazione (con ciò

38855/15 RG

2

P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle
spese processuali e della somma di euro 1000 in favore della Cassa delle ammende.
Manda alla cancelleria per gli adempimenti di cui all’art. 28 reg. es . c.p.p..

Così deciso in Roma, il 26.11.2015

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