Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 47432 del 10/11/2015


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 47432 Anno 2015
Presidente: CAMMINO MATILDE
Relatore: DAVIGO PIERCAMILLO

ORDINANZA

sul ricorso proposto da:
AVERNA FRANCESCO N. IL 11/01/1957
avverso la sentenza n. 1571/2013 CORTE APPELLO di TRIESTE, del
02/12/2014
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. PIERCAMILLO
DAVIGO;

Data Udienza: 10/11/2015

RITENUTO IN FATTO E IN DIRITTO

Propone ricorso per cassazione l’imputato, deducendo i seguenti motivi: violazione di legge e vizio
di motivazione per la ritenuta responsabilità del reato di truffa non configurabile per assenza di
artifici e raggiri; concessione della sospensione condizionale della pena subordinata al pagamento
della provvisionale; mancata riduzione della pena;
– il motivo di ricorso, con il quale si deduce violazione di legge e vizio di motivazione con
riferimento alla ritenuta responsabilità, è inammissibile, in quanto manifestamente infondato; la
Corte territoriale ha argomentato sull’aver l’imputato indotto in errore la persona offesa facendo
credere di essere ancora un collaboratore della Consum.it S.p.A.;
– il motivo di ricorso, con il quale si deduce violazione di legge e vizio di motivazione con
riferimento al trattamento sanzionatorio, è inammissibile, in quanto manifestamente infondato.
La graduazione della pena, anche in relazione agli aumenti ed alle diminuzioni previsti per le
circostanze aggravanti ed attenuanti, rientra nella discrezionalità del giudice di merito, che la
esercita, così come per fissare la pena base, in aderenza ai principi enunciati negli artt. 132 e 133
cod. pen.; ne discende che è inammissibile la censura che, nel giudizio di cassazione, miri ad una
nuova valutazione della congruità della pena la cui determinazione non sia frutto di mero arbitrio o
di ragionamento illogico (Sez. 5, n. 5582 del 30/09/2013 – 04/02/2014, Ferrario, Rv. 259142), ciò
che – nel caso di specie – non ricorre. Invero, un aspecifica e dettagliata motivazione in ordine alla
quantità di pena irrogata, specie in relazione alle diminuzioni o aumenti per circostanze, è
necessaria soltanto se la pena sia di gran lunga superiore alla misura media di quella edittale.
La sospensione condizionale della pena è stata subordinata al pagamento della provvisionale anche
in ragione dei precedenti penali.
Alla inammissibilità del ricorso consegue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese
processuali, nonché, ai sensi dell’art. 616 c.p.p., valutati i profili di colpa nella determinazione della
causa di inammissibilità emergenti dal ricorso (Corte Cost. 13 giugno 2000, n. 186), al versamento
della somma, che ritiene equa, di euro mille a favore della cassa delle ammende.

P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e
della somma di euro mille alla cassa delle ammende.

10/11/2015

La CORTE APPELLO di TRIESTE, con sentenza in data 02/12/2014, confermava la condanna alla
pena ritenuta di giustizia pronunciata dal TRIBUNALE di GORIZIA, in data 05/06/2013, nei confronti
di AVERNA FRANCESCO in relazione al reato di cui all’art. 640

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