Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 47395 del 10/11/2015


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Penale Ord. Sez. 7 Num. 47395 Anno 2015
Presidente: CAMMINO MATILDE
Relatore: ALMA MARCO MARIA

ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
• DIOUF Moustapha, nato in Senegal il giorno 20/10/1964
avverso la sentenza n. 1204/14 in data 21/3/2014 della Corte di Appello di
Genova;
visti gli atti, la sentenza e il ricorso;
udita la relazione svolta in camera di consiglio dal relatore dr. Marco Maria
ALMA;

RITENUTO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTO
La Corte di Appello di Genova, con sentenza in data 21/3/2014, confermava la
condanna alla pena ritenuta di giustizia pronunciata dal Tribunale di Savona, in
data 10/12/2008, nei confronti di DIOUF Moustapha, in relazione ai reati di cui
agli artt. 648 cpv. e 474 cod. pen.
Propone ricorso per cassazione l’imputato, deducendo il seguente motivo:
violazione di legge e vizio di motivazione con riferimento al mancato
riconoscimento della circostanza attenuante di cui all’art. 62 n. 4 cod. pen.
Il ricorso è inammissibile in quanto manifestamente infondato.
Trattasi di questione già posta alla Corte di Appello la quale vi ha risposto in
modo congruo e condiviso anche dall’odierno Collegio evidenziando che in
considerazione del numero di capi contraffatti detenuti per la vendita e del
presumibile prezzo di vendita di ciascun capo certamente non può essere
ravvisabile la particolare tenuità del danno.

Data Udienza: 10/11/2015

Alla inammissibilità del ricorso consegue la condanna del ricorrente al pagamento
delle spese processuali, nonché, ai sensi dell’art. 616 c.p.p., valutati i profili di
colpa nella determinazione della causa di inammissibilità emergenti dal ricorso
(Corte cost. 13 giugno 2000, n. 186), al versamento della somma, che si ritiene
equa, di euro mille a favore della cassa delle ammende.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle
spese processuali e al versamento della somma di euro mille alla cassa delle
ammende.
Così deciso in
ma il 10 novembre 2015.

In punto di diritto va ricordato che l’attenuante di aver cagionato alla persona
offesa del reato un danno patrimoniale di speciale tenuità, prevista dall’art. 62 n.
4 cod. pen., è compatibile con l’ipotesi attenuata di ricettazione prevista dall’art.
648, secondo comma cod. pen. solo se la valutazione del danno patrimoniale sia
rimasta estranea al giudizio sulla particolare tenuità del fatto che caratterizza
l’ipotesi attenuata di ricettazione, perché ove il danno patrimoniale sia stato
tenuto presente in tale giudizio l’attenuante prevista dallo art. 62 n. 4 è assorbita
nell’ipotesi attenuata di cui all’art. 648, secondo comma cod. pen. (Cass. Sez. U,
sent. n. 13330 del 26/04/1989, dep. 11/10/1989, Rv. 182221), cosa che è
indubbiamente avvenuta nel caso in esame.

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