Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 47236 del 18/11/2015


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Penale Sent. Sez. 6 Num. 47236 Anno 2015
Presidente: IPPOLITO FRANCESCO
Relatore: CITTERIO CARLO

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
GEORGIEV KRSTE N. IL 18/01/1980
avverso l’ordinanza n. 13/2015 CORTE APPELLO di VENEZIA, del
25/05/2015
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. CARLO CITTERIO;
ga,t I wit4MIAAA44-44
1y:te/sentite le conclusioni del PG Dott.

Uditi difens r Avv.;

Data Udienza: 18/11/2015

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1

RAGIONI DELLA DECISIONE
1. Krste Georgiev, nato in Macedonia e attualmente cittadino tedesco, è stato
arrestato in esecuzione di un mandato di arresto internazionale emesso dal
Tribunale di Skopje in relazione ad una sentenza di condanna deliberata dal
medesimo Tribunale per un fatto lì qualificato come furto (si sarebbe fatto

appartamento sociale, mai trasferito: febbraio 2008). Si trovava in Italia come
turista.
Dopo la convalida dell’arresto, con ordinanza del 25 maggio 2015 la Corte
d’appello di Venezia, richiesta della revoca o sostituzione della disposta custodia
carceraria, ha applicato la misura degli arresti donniciliari presso un bed and
breakfast sito nella provincia del capoluogo.

2. Ricorre con atto formalmente personale l’estradando che, premesso di aver
redatto il ricorso in lingua italiana con l’assistenza del difensore, enuncia motivi di:
– 1. violazione di legge perché l’ordinanza che impugna non sarebbe stata
tradotta in lingua tedesca.
Il motivo è inammissibile per mancanza di interesse: innanzitutto la
proposizione di ricorso personale articolato comprova che l’estradando ha, per
propria dichiarazione contenuta nell’atto di impugnazione, comunque avuto piena
ed efficace consapevole conoscenza del contenuto dell’atto.
– 2. violazione degli artt. 714, comma 3, 698 e 705 cod. proc. pen., atteso il
documentato mancato rispetto dei diritti fondamentali nella Repubblica di
Macedonia, incompatibile con una positiva deliberazione di estradizione.
Il motivo è diverso da quelli consentiti, risolvendosi nella denuncia di un vizio
della motivazione irrilevante in questa procedura. La Corte d’appello ha infatti
espressamente dato conto della sussistenza di un contesto da approfondire nel
merito con lo sviluppo della procedura di estradizione (affermazione per sé non
palesemente incongrua o solo apparente, alla luce delle numerose anche recenti
sentenze con cui questa Corte ha respinto ricorsi che proponevano censura
analoga, in relazione al concreto contenuto della motivazione delle sentenze di
merito impugnate in tali procedure: Sez. 6 sent. 34209/14, 25267/14).
– 3. violazione dell’art. 714, comma 3, e 10 Conv. europea di estradizione del
1957 in relazione alla dedotta assoluta ignoranza della pendenza del procedimento

consegnare da una coppia di coniugi la somma di tremila euro in cambio di un

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2

e della probabile prescrizione del reato e della pena; il tema è ripreso anche dal
quinto motivo, che ricostruisce la storia dei movimenti dell’estradando escludendo
sue presenze in Macedonia e sottoposizione a processi.
I due motivi sono infondati, laddove la Corte, con motivazione non
palesemente incongrua e non apparente, ha ritenuto indispensabile un
approfondimento nella sede propria del merito. In effetti, le stesse norme
processuali macedoni che il ricorrente ha allegato alla Corte veneta prevedono la
possibilità di interruzione della prescrizione con nuovo decorso, pur con tetto

specifica e non apparente la motivazione con cui l’ordinanza impugnata che sul
punto parla di mera possibilità di una prescrizione, non già emergente allo stato e
da valutare nel seguito.
-4. Violazione di legge in relazione alla Costituzione tedesca che nega la
possibilità di estradizione di un cittadino germanico.
Il motivo è manifestamente infondato: la norma richiamata riguarda la
richiesta di estradizione di cittadini tedeschi che si trovino sul territorio dello Stato
tedesco e rivolte a quest’ultimo.

3. Il ricorso va pertanto rigettato, con la conseguente condanna del ricorrente
al pagamento delle spese processuali.

P.Q.M.
Rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese
processuali.
anda alla cancelleria per qliadempimen i i cui a art.
Così deciso in Roma, il 18.11.2015

IS

.

massimo, né agli atti emerge la specifica data della sentenza, sicché è appunto

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