Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 46903 del 14/10/2015


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Penale Sent. Sez. 7 Num. 46903 Anno 2015
Presidente: D’ISA CLAUDIO
Relatore: MONTAGNI ANDREA

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sul ricorso proposto da:
BANDINI PRIMO N. IL 05/09/1952
avverso la sentenza n. 6059/2013 CORTE APPELLO di BOLOGNA,
del 28/03/2014
dato avviso alle parti;
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. ANDREA MONTAGNI;

Data Udienza: 14/10/2015

Motivi della decisione
Bandini Primo ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della
Corte di Appello di Bologna in data 28.03.2014, con la quale è stata confermata la
sentenza di condanna resa dal Tribunale di Forlì il 31.01.2013, in ordine al reato di
cui all’art. 186, comma 2, lett. b), cod. strada, commesso in data 10.04.2009.
L’esponente con il primo motivo reitera l’eccezione relativa all’omesso
deposito di verbale di accertamento del tasso alcolemico.

sostituzione della pena con il lavoro di pubblica utilità, in violazione del disposto di
cui all’art. 186, comma 9-bis, cod. strada, atteso che l’imputato ha già beneficiato
della sostituzione della pena con il lavoro di pubblica utilità, nell’ambito del
procedimento definito dal Tribunale di Forlì con sentenza di condanna resa il
12.06.2013, divenuta irrevocabile.
Il ricorso in esame impone i rilievi che seguono.
Osserva il Collegio che sussistono i presupposti per rilevare, ai sensi
dell’art. 129, comma 1, cod. proc. pen., l’intervenuta causa estintiva del reato per
il quale si procede, essendo spirato il relativo termine di prescrizione massimo pari
ad anni cinque. Deve rilevarsi che il ricorso non presenta profili di inammissibilità,
per la manifesta infondatezza delle doglianze ovvero perché basato su censure non
deducibili in sede di legittimità, tali, dunque, da non consentire di rilevare
l’intervenuta prescrizione. Pertanto, sussistono i presupposti, discendenti dalla
intervenuta instaurazione di un valido rapporto processuale di impugnazione, per
rilevare e dichiarare le cause di non punibilità a norma dell’art. 129 cod. proc. pen.
maturate, come nel caso di specie, successivamente rispetto alla sentenza
impugnata (la sentenza è stata resa in data 28.03.2014, mentre il termine è
maturato in data 10.04.2014).
E’ poi appena il caso di rilevare che risulta superfluo qualsiasi
approfondimento al riguardo, proprio in considerazione della maturata prescrizione:
invero, a prescindere dunque dalla fondatezza o meno degli assunti del ricorrente,
è solo il caso di sottolineare che, secondo il consolidato orientamento della
giurisprudenza di legittimità, qualora già risulti una causa di estinzione del reato,
non rileva la sussistenza di eventuali nullità (addirittura pur se di ordine generale)
o di vizi di motivazione, in quanto l’inevitabile rinvio al giudice di merito è
incompatibile con il principio dell’immediata applicabilità della causa estintiva (cfr.
Cass. Sez. U, Sentenza n. 1021 del 28.11.2001, dep. 11.01.2002, Rv. 220511).
Si osserva, infine, che non ricorrono le condizioni per una pronuncia
assolutoria di merito, ex art. 129, comma 2, cod. proc. pen., in considerazione
delle conformi valutazioni rese dai giudici di merito, in ordine all’affermazione di
penale responsabilità dell’imputato. Come noto, ai fini della eventuale applicazione

Con il secondo motivo la parte rileva che è stata erroneamente disposta la

della norma ora citata, occorre che la prova della insussistenza del fatto o della
estraneità ad esso dell’imputato, risulti evidente sulla base degli stessi elementi e
delle medesime valutazioni posti a fondamento della sentenza impugnata; e nella
sentenza della Corte territoriale non sono riscontrabili elementi di giudizio indicativi
della prova evidente dell’innocenza dell’imputato, ma anzi elementi di segno
contrario.
Si impone pertanto l’annullamento senza rinvio della sentenza impugnata,

P.Q.M.
Annulla senza rinvio la sentenza impugnata perché il reato è estinto per
prescrizione.
Così deciso in Roma in data 14 ottobre 2015.

per essere il reato estinto per prescrizione.

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