Sentenza Sentenza Cassazione Penale n. 46366 del 19/11/2015


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Penale Sent. Sez. 6 Num. 46366 Anno 2015
Presidente: AGRO’ ANTONIO
Relatore: CITTERIO CARLO

SENTENZA

sul ricorso proposto da:
AGOSTINELLI FRANCESCO N. IL 26/02/1964
avverso l’ordinanza n. 123/2014 TRIBUNALE di PESARO, del
14/08/2014
sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. CARLO CITTERIO;
lette/s
e le conclusioni del PG Dott. AA.

Uditi di nsor Avv.;

.‘e

Data Udienza: 19/11/2015

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1

RITENUTO IN FATTO
1. Avverso l’ordinanza con cui in data 14.8.2014 il Tribunale di Pesaro, in
funzione di Giudice dell’esecuzione, ha rigettato l’istanza di restituzione nel termine
per impugnare proposta nell’interesse di FRANCESCO AGOSTINELLI in relazione alla
sentenza 1105/13 del medesimo Tribunale, ricorre per cassazione il difensore avv.

c.p.p. “ed altre in materia”, nonché vizi alternativi della motivazione. Deduce che né
il difensore di fiducia né l’imputato avrebbero avuto conoscenza del procedimento:
il secondo perché ininterrottamente detenuto per altra causa fin dalla prima udienza
dibattimentale, il primo perché non informato della data di rinvio della prima
udienza dal difensore d’ufficio.
2. Il procuratore generale in sede ha presentato conclusioni scritte per il
rigetto del ricorso.

RAGIONI DELLA DECISIONE
3. Il ricorso va dichiarato inammissibile per la manifesta infondatezza del
motivo, con la conseguente condanna del ricorrente al pagamento delle spese
processuali e della somma di euro 1000, equa al caso, in favore della Cassa delle
ammende.
Il Tribunale riferisce nel proprio provvedimento che alla prima udienza,
avendo l’imputato nominato un difensore di fiducia, che aveva chiesto termine a
difesa, il difensore d’ufficio, unico presente, aveva chiesto il rinvio dell’udienza
riportandosi alla richiesta del titolare fiduciario della difesa. L’imputato, detenuto
per altra causa e ritualmente citato, aveva rinunciato a comparire.
Pertanto, sia l’imputato che il difensore di fiducia erano perfettamente a
conoscenza della pendenza del processo, l’uno e l’altro avendo proposto specifiche
richieste e dichiarazioni idonee ad influire su tempi e modi della sua celebrazione.
All’udienza successiva (quella fissata in relazione all’assegnazione del richiesto
termine a difesa) né il difensore né l’imputato comparivano: il processo veniva
celebrato e definito alla presenza del difensore d’ufficio.
Argomenta il Tribunale che la dichiarazione di rinuncia a comparire
dell’imputato, per come concretamente formulata, andava interpretata come
rinuncia alla partecipazione al processo. Il punto non è oggetto di alcuna

Antonio Rocchi, enunciando motivo di violazione degli artt. 420-quinquies e 175

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2

confutazione nel ricorso, il che impone di giudicare irrilevante la fisica assenza
dell’imputato all’udienza in cui il processo è stato definito.
Altrettanto irrilevante è l’assenza del difensore, dipendente solo da scelta
autonoma di disinteresse alla partecipazione al conosciuto processo.
Lamenta il difensore ricorrente di non essere stato avvertito della fissazione
dell’udienza successiva a quella, da lui conosciuta e nella quale aveva fatto
pervenire la propria richiesta di assegnazione dei termini a difesa.

appunto inidonea a determinare la invocata sua non conoscenza del procedimento e
della stessa udienza. Il difensore ben conosceva la pendenza del processo; ha fatto
pervenire la sua richiesta di assegnazione del termine a difesa, nella
consapevolezza che stante la sua assenza il suo cliente sarebbe stato assistito
d’ufficio anche ai sensi dell’art. 97, comma 4, c.p.p.. Era quindi suo esclusivo onere,
processuale oltre che deontologico, nell’interesse dell’imputato che a lui si era
affidato, informarsi sulla data dell’udienza cui il processo era stato rinviato, rinvio
disposto all’udienza cui per libera scelta non aveva partecipato e in accoglimento
della sua istanza.
Correttamente, infatti, il Tribunale ha ricordato che per consolidato
insegnamento di questa Corte nessun avviso spetta al difensore di fiducia assente,
salvo il caso che tale assenza sia riconducibile a legittimo impedimento e il rinvio
non sia disposto in udienza (Sez.6 ord. 12498/2001 e sent. 49125/2003, Sez.U.
sent. 8285/2006, Sez.5 sent. 2825/2015), essendo onere del difensore di fiducia
informarsi presso il sostituto, anche d’ufficio, che rappresenta legittimamente lui e
l’imputato eventualmente assente, rispetto ad un incombente che costituisce il
naturale e fisiologico seguito dell’accoglimento della sua richiesta.
L’assenza del difensore di fiducia all’udienza in cui il processo è stato definito
è quindi stata determinata da specifica scelta del professionista.

P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle
spese processuali e della somma di euro 1000 in favore della Cassa delle ammende.
Così deciso in Roma, il 19.11.2015

Ma tale mancata partecipazione all’udienza che ha definito il processo è

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